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Cgil Incontri, per l'Ires la ripresa è congelata

PISTOIA - Nell'ambito degli appuntamenti di Cgil Incontri in corso a Serravalle, è stato presentato il focus annuale sulla situazione dell'economia toscana e pistoiese elaborato da Ires Cgil Toscana.A parlarne sono stati la segretaria provinciale della Cgil Jessica Beneforti, Emanuele Berletti (presidente Ires) e Marco Batazzi (ricercatore Ires).

Com'era prevedibile, la situazione economica regionale non presenta segni tangibili di miglioramento, anche se potenzialmente ci sono alcuni piccoli segnali che fanno sperare per una (sia pur lenta) ripresa futura. Il quadro generale è stato definito “instabile” e la ripresa “congelata”. A livello internazionale, il dato significativo è che, per la prima volta, frenano sensibilmente anche quelle economie così dette emergenti, cioè Cina, India e Brasile, che pagano adesso le grandi galoppate degli anni passati e il calo della domanda proveniente dai paesi avanzati. Per quanto riguarda l'Italia, il 2013 si prospetta ancora come un anno incerto, in cui il Pil nazionale calerà ulteriormente (-1,5%) anche se in misura minore rispetto al dato del 2012 (-2,4%). A voler essere ottimisti dunque, un barlume di speranza c'è, ma la via d'uscita dal tunnel è ancora molto lunga e soprattutto in salita. In questo contesto, a preoccupare di più sono i dati sull'occupazione: nel 2012, tra Pistoia e provincia, si sono volatilizzati più di 4mila posti di lavoro; a ciò si aggiunga anche il preoccupante aumento del numero degli scoraggiati, cioè quelli che nemmeno cercano più un lavoro perché convinti di non trovarlo. Per non parlare della disoccupazione giovanile nella fascia d'età tra i 15 e i 24 anni, che in un anno è passata dal 20,6% al 38,2%. Al centro del rapporto Ires anche la situazione della produzione manifatturiera, che tra tutti i settori, risulta essere quello più in difficoltà.

A soffermarsi sul punto è stata in particolare la segretaria Beneforti, che ha parlato di una “situazione drammatica per il settore manifatturiero che necessita di una visione comune per il rilancio del settore”. Indice della crisi è anche, se non soprattutto, il crollo della produzione industriale (-6,5% nel 2012). Tutto ciò si ripercuote inevitabilmente nella caduta della domanda interna di beni e servizi. Un cane che si morde la coda insomma, è questo ciò che emerge analizzando a grandi linee i dati sullo stato dell'economia nazionale e locale. Come uscirne è la domanda da un milione di dollari che tutti si fanno e a cui nessuno sa rispondere. Forse è anche per questo che le tre sigle sindacali sono tornate finalmente a parlarsi dopo anni di incomprensioni e fraintendimenti. Quale sia la strada da seguire è ancora difficile da capire. Una l'hanno indicata ieri sera Camusso, Bonanni e Angeletti: sgravi alle imprese e al lavoro dipendente e più risorse per creare nuovi investimenti e nuove possibilità di lavoro.

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