mercoledì, Settembre 9, 2026

Si estende la polemica sulla ‘benedizione dei fucili’. E il WWF scrive al Vescovo

PISTOIA – La vicenda della “benedizione dei fucili – annunciata con una locandina dal parroco della Parrocchia di San Michele Arcangelo e Valdiforfora, Avaglio -, che già aveva sollevato l’indignazione di molti parrocchiani, dà il via ora anche la sollevazione del comitato Pistoia e Prato del WWF.

Si estende insomma l’attenzione attorno a questa singolare vicenda, che coincide con l’apertura della caccia e che Reportpistoia ha raccontato già nel pomeriggio di oggi.

Marco Beneforti (Comitato per il WWF di Pistoia e Prato), scrive sull’argomento una lettera aperta al Vescovo di Pistoia, in cui giudica la scelta del parroco “alquanto singolare ed impropria durante una funzione religiosa”; e chiede al Vescovo “se la benedizione di uno strumento di offesa come il fucile, non sia in contrasto con i dettami del Papa”.

E per il WWF non è accettabile nemmeno la ‘giustificazione’ del collegamento a vecchie usanze, perchè “le tradizioni, specie quelle cruente in pratica o in teoria, sono fatte anche per essere cambiate o cessate”.

La locandina della ‘Benedizione dei fucili’

Il testo della lettera del WWF

A Sua Eccellenza Reverendissima

Monsignor Fausto Tardelli

Vescovo di Pistoia

Sua Eccellenza Reverendissima,

Ci rivolgiamo a Lei perché siamo stati portati a conoscenza del fatto che, la prossima domenica 3 settembre c.a., nell’ambito dell’apertura dell’anno venatorio 2023-2024, la Parrocchia di cui all’oggetto, eseguirà, durante la Santa Messa, la “Benedizione dei fucili”.

Sommessamente ci permettiamo di far notare a Sua Eccellenza, che una benedizione di questo tipo ci sembra alquanto singolare ed impropria durante una funzione religiosa. La presenza di armi in Chiesa non è esattamente sinonimo di pace.

Come Lei c’insegna, lo stesso Papa Francesco ha più di una volta affermato, anche con sincera durezza, che è «una vergogna» e «una pazzia» pensare di aumentare la spesa per le armi, anziché adoperarsi per orientare verso la pacifica convivenza il sistema delle relazioni internazionali.

Ovviamente, nel caso in specie, si tratta di armi destinate all’esercizio venatorio che però, anche in questo caso, collide con il messaggio dello stesso Francesco contenuto nell’Enciclica “Laudato si”, dove il Papa, con la consuetà schiettezza, evidenzia che … “la nostra terra, maltrattata e saccheggiata”, richiede una “conversione ecologica”, un “cambiamento di rotta” affinché l’uomo si assuma la responsabilità di un impegno per “la cura della casa comune”.

Ebbene, ci chiediamo e Le chiediamo, se la benedizione di uno strumento di offesa come il fucile, non sia in contrasto con i dettami del Papa. L’esercizio venatorio è sicuramente antitetico rispetto all’auspicata “cura della casa comune”, ovvero la natura.

Sappiamo bene che la Toscana e, in special modo, certe zone della Montagna Pistoiese, ha una tradizione venatoria consolidata (anche se il numero di chi chiede la licenza di caccia, sta sempre più diminuendo), ma le tradizioni, specie quelle cruente in pratica o in teoria, sono fatte anche per essere cambiate o cessate.

Comitato per il WWF di Pistoia e Prato, Marco Beneforti

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