di Giacomo Martini
ROMA – È stato presentato venerdì scorso, lo studio della società SWG “Gli italiani e il cinema”, commissionato da Cinema e audiovisivo del MIC per conoscere le abitudini di consumo dei contenuti audiovisivi degli italiani.

Per il 38% degli italiani il consumo di contenuti audiovisivi è l’attività preferita nel tempo libero, percentuale che raggiunge il 50% nella generazione Z e nei teenager (a frequentare le sale sono soprattutto i giovanissimi e le famiglie con figli under 10).
Un italiano su due è andato al cinema nella prima parte del 2023, trend in crescita rispetto al 2022 (il 39%). Lo studio traccia un ritratto puntuale delle abitudini di consumo del pubblico italiano. L’indagine evidenzia uno scenario complesso e variegato. Nonostante le difficoltà e il contesto economico, in autunno potremmo potenzialmente raggiungere i livelli pre-pandemici.
“Al 31 agosto, in soli otto mesi è stato realizzato l’incasso dell’intero 2022 – ha dichiarato il Sottosegretario alla Cultura, Lucia Borgonzoni -. E’ fondamentale non solo offrire esperienze di alta qualità e offerte all’avanguardia, ma anche la capacità di adattarsi alle nuove dinamiche e alle preferenze dei consumatori”.

Rilevata la propensione dei consumatori verso l’audiovisivo (59%), superando persino i lettori regolari di libri (31%). I film rimangono il tipo di contenuto audiovisivo preferito dal pubblico (72%), +5% sul 2022 tra i fruitori regolari (37%). Per il consumatore italiano il giusto per vedere un film al cinema è pari ad una media di 7,40 euro. Il range di costo accettabile, quindi, è compreso tra 6 e 8 euro. Le agevolazioni che attirano maggiormente il pubblico: sconti per famiglie (75%), studenti (70%), disabili e anziani (56% e52%). Anche settimane tematiche, lingua originale per i giovani, rassegne di film cult o monografiche per gli anziani risultano un’efficace spinta per il pubblico. Si riconosce il valore incentivante di iniziative come Cinema in Festa e l’opportunità di biglietti a prezzo ridotto potrebbe aumentare significativamente l’interesse a frequentare le sale durante il periodo estivo (la percentuale di coloro che non prevedono di andare al cinema si riduce dal 50% al 38%), contribuendo ad incrementare i fruitori regolari dal 3% al13%.
“I dati indicano che la sfida per i film italiani è comprendere e intercettare i gusti e le preferenze del pubblico”, ha aggiunto il direttore generale di Cinema e audiovisivo, dottor Nicola Borrelli.










