dal nostro inviato Stefano Di Cecio
VENEZIA – La chiusura dell’80ma edizione della Mostra del Cinema è stata l’occasione per fare due domande al direttore artistico Alberto Barbera considerati i numeri di questa edizione. Ben 230.000 ingressi complessivi nelle sale ovvero il 17% in più dello scorso anno, 85.000 i biglietti venduti al pubblico contro i 75.000 nel 2022.

Un’edizione particolare, senza gli attori dello star system americano a causa dello sciopero di Hollywood: si ritiene comunque soddisfatto?
All’inizio temevamo che queste assenze avrebbero influito sulla partecipazione del pubblico, cosa che invece non si è verificata. Al contrario abbiamo avuto molti più spettatori quest’anno, molte più richieste di accrediti (il 9% in più dello scorso anno), molta più partecipazione, segno che la gente è venuta perché c’era un buon programma.
Grandi film molto attesi, ormai Venezia esercita un fortissimo richiamo sia a livello non soltanto nazionale ma internazionale.
Il pubblico c’è, gli spettatori ci sono, il programma era molto forte, gli apprezzamenti sono davvero estremamente positivi nei confronti di quasi tutti i film che abbiamo selezionato. Quindi non possiamo che esserne soddisfatti.

Ho notato con piacere una grande partecipazione di persone giovani
Questo è un dato straordinario perché negli ultimi anni c’è stata un’accelerazione dopo il Covid, il pubblico è cambiato completamente.
Una volta era fatto di cinefili di una certa generazione che in qualche modo conoscevamo e riconoscevamo di anno in anno. Negli ultimi anni la maggior parte degli spettatori e dei critici presenti al Festival sono ragazzi. Giovanissimi, perché l’età va dai diciassette anni fino ai trenta, quindi il cinema è assolutamente vivo e in Italia sta cambiando.
Evidentemente non è più il cinema che conoscevamo per cui siamo nati e cresciuti e ci siamo formati, ma è assolutamente vitale e c’è ancora un grande interesse e desiderio nei confronti del cinema.










