di Susanna Daniele
VICCHIO (Firenze) – “I care, mi sta a cuore”. Inizia all’insegna della celeberrima frase coniata da don Lorenzo Milani la passeggiata fra i boschi del Mugello verso la chiesa di Barbiana organizzata dalla sezione Soci Coop di Pistoia.

È lo stesso tratto di strada in salita che don Milani, con alcuni parrocchiani, percorse in un piovoso 7 dicembre del 1954 per raggiungere la nuova sede pastorale. Allora un sentiero impervio, oggi nominato “Sentiero della Costituzione e della Resistenza”. Il percorso è infatti costellato da pannelli che riportano molti degli articoli della Costituzione – vangelo laico di don Milani – illustrati da studenti, alternati a pannelli che contengono stralci di lettere dei condannati a morte dai nazifascisti durante la seconda guerra mondiale. Non tutti e non solo partigiani italiani ma anche sacerdoti, militari, un teologo tedesco anti hitleriano, una ragazza greca che aveva militato contro gli eserciti invasori, un padre di famiglia armeno. Un filo rosso unisce tutte le lettere di addio dei giovanissimi martiri, veri e propri testamenti spirituali: anteporre la liberazione del proprio paese alla vita stessa e al dolore causato alla famiglia o agli amici più intimi. I pannelli sono stati installati dalla Fondazione don Milani nell’arco di tempo che va dal 2011 al 2020.

Alla fine del percorso c’è la visita al piccolissimo cimitero dove riposa don Milani dal 1967, Michele Gesualdi, uno dei suoi primi ragazzi, la perpetua e la madre della perpetua che lo avevano seguito fin dai tempi in cui era cappellano a San Donato di Calenzano. Infine si sale alla chiesa e alla canonica.
Ci aspetta Nevio Santini, uno degli ultimi ragazzi che hanno frequentato la scuola di Barbiana e che rievoca dettagliatamente i cinque anni trascorsi con Don Milani, il suo essere “maestro di vita”, il suo metodo di insegnamento anche delle lingue straniere che permise a Nevio di affrontare soggiorni in Francia e in Inghilterra per lavorare. Il ricordo è commosso e partecipe: si avverte un groppo che gli serra la gola.

Passiamo poi a visitare l’officina dove i ragazzi imparavano a lavorare da falegname e al piano di sopra la stanza in cui avvenivano le lezioni con libri, cartelloni e sussidi didattici prodotti dai ragazzi stessi. Su una delle porte che si aprono nella stanza un cartello con il famoso motto “I care”.
Si riparte a piedi verso il punto di ritrovo alla volta di Borgo San Lorenzo per l’incontro con la cooperativa sociale ProForma che si occupa di progetti per contrastare la dispersione scolastica che in Toscana si attesta all’11,1%. I responsabili della cooperativa illustrano i loro obiettivi: favorire il processo di transizione dei minori verso l’autonomia grazie a opportunità formativa gratuita che garantisca l’assolvimento dell’obbligo scolastico garantendo l’inserimento professionale. I destinatari di questi progetti sono giovani di età tra i 15 e 18 anni che interrompono, per i motivi più svariati, il percorso di Scuola Superiore e iniziano con i centri di formazione professionali accreditati dalla Regione Toscana percorsi di formazione che garantiscono l’acquisizione di una qualifica regionale.
“ProForma – aggiunge Barbara Dreoni – promuove anche formazione post diploma a soggetti con svantaggio e disabilità”.
Grazie ad un progetto di crowdfunding condiviso con la Fondazione “Il Cuore si scioglie”, è nato IncluseEat, catering inclusivo in cui possono lavorare persone con disabilità o con svantaggio sociale. Prima di lasciare la cooperativa sociale, una professoressa impegnata da anni nel combattere la dispersione scolastica illustra la sua esperienza con i ragazzi che dopo l’abbandono della scuola cercano una loro strada nella vita e nel lavoro.







