giovedì, Settembre 10, 2026

“Librerie personali” di Dario Longo a Lo Spazio

PISTOIA – Domenica 24 luglio, alle 17,00, presso la libreria Lo Spazio, in via Curtatone e Montanara 20, sarà inaugurata la mostra “Librerie personali” dell’artista pistoiese Dario Longo.

Dario Longo non ha mai scritto un libro; ha creato invece molti libri d’artista che suggerisce di leggere in modo non convenzionale.

Il libro qui va visto come contenitore di ricordi, piccole cose, indizi, frammenti, flash di luce, segnalibri unici di momenti da non dimenticare, da sottolineare con materiali scelti dalla tabella degli elementi dell’artista.

In queste opere i libri nascono così, riunendo come in un sommario gli elementi della propria storia che è quella di chi crea e di chi legge.

I libri qui sono in realtà costole di libro che nascono dallo stesso legno di una mensola che prima li sorreggeva: tutto ha un significato e tutto contribuisce a costruire un percorso, passo dopo passo, mattone su mattone (o parola su parola o meglio, oggetto su oggetto) .

Il racconto si accende, diventa lampo e si sedimenta tra i ricordi.

Il percorso da flaneur viaggia tra simboli e colori che avvicinano e allontanano il lettore-visore impegnato in una lettura globale ed essenziale, alla ricerca di coincidenze e punti in comune.

C’è una libreria personale da condividere per arrivare a dirsi: siamo vicini, sullo stesso scaffale. Come libri.

Dario Longo

Pistoia 1964

“Non sceglie la strada della forma e dello stile, ma quella del linguaggio, del rapporto tra significato e significante. Parla per metafore e per allegorie, costruisce racconti partendo da oggetti-contenitori di memoria.” (S.Simoncini, 2009).

“Dario Longo attraverso un’arte che recupera in senso assoluto l’idea del creare e quindi della scoperta, grazie ad un fare talvolta ironico ma sempre molto poetico, mostra la potenzialità delle parole e di ciò che innanzi a noi si pone, al pensiero come alla vista, non più come altro da noi, ma come entità che si unisce al soggetto pensante, come esistenza condivisibile attraverso la ridefinizione dei ruoli e dei contenuti. In questa ricerca i materiali costituiscono la grammatica fondamentale per la ricostruzione di un nuovo assetto linguistico in cui le parole stesse sono complici della creazione dell’opera; l’artista si pone come uno scopritore di nessi logici, come un lettore di parole nuove il cui ascolto ci coglie come già preparati anche senza saperlo.” (Sonia Zampini, 2012).

Related Articles

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

ULTIMI ARTICOLI