mercoledì, Settembre 9, 2026

“Nuove idee per Carrara e il suo marmo, ecco i vincitori

CARRARA – Si è svolta, nell’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, la cerimonia di premiazione “Nuove idee per Carrara e il suo marmo”, concorso internazionale promosso dall’Associazione Carrara 2030. Il concorso, rivolto ad aspiranti imprenditori, start up, enti di ricerca e spin-off universitari, ha l’obiettivo di incoraggiare lo sviluppo dell’imprenditorialità̀ legata al marmo di Carrara e la cultura della circolarità̀ per favorire la nascita e la crescita di nuove imprese innovative nel territorio della Provincia di Massa Carrara.

Durante la cerimonia di premiazione, alla presenza del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, dell’Assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti, all’Urbanistica e al Governo del Territorio e al Paesaggio della Regione Toscana Stefano Baccelli, del Sindaco di Carrara Serena Arrighi, del direttore della Regione Toscana per la competitività territoriale della Toscana e autorità di gestione Paolo Ernesto Tedeschi, dei membri del Comitato Esaminatore che ha designato i vincitori – Carlo Alberto Garzonio (Presidente) e Massimo Anselmi (Vice Presidente) – e del Presidente dell’Associazione Carrara 2030 Mirella Vanelli, sono stati proclamati i tre progetti vincitori per le categorie in concorso: Opere di Ingegneria, Tecnologie dei Materiali, Architettura e Design.

Il comitato esaminatore (Prof. Carlo Alberto Garzonio per le categorie “Opere di ingegneria” e “Tecnologia dei materiali”, e dell’Arch. Massimo Anselmi per la categoria “Architettura & Design”), ha valutato i progetti in base a un preciso insieme di parametri, che comprendono l’originalità̀ dell’idea imprenditoriale, l’analisi del mercato e della concorrenza, il potenziale di sviluppo del business, la sostenibilità̀ economica e ambientale del progetto, il contributo all’aumento della circolarità̀ del settore dei derivati del marmo, la realizzabilità̀ industriale e la rapidità̀ di lancio del business.

I progetti vincitori

Categoria Architettura & Design

Polvere di Marmo 2.0, idea progettuale degli architetti Matteo Zetti ed Eva Parigi di ZPSTUDIO, si è aggiudicato il premio per la categoria Architettura & Design.

Scopo del progetto è quello di recuperare, trasformare e reintegrare nel processo creativo e produttivo i sottoprodotti e i derivati dalla lavorazione del marmo. L’idea progettuale prevede che gli scarti del marmo, una volta polverizzati e triturati, vengano reinseriti nella produzione attraverso un processo “additivo” in cui alla polvere di marmo si aggiunge un legante naturale ecocompatibile. Il materiale così ottenuto viene quindi sottoposto a stampa 3D. Fondamentale in questo ciclo a filiera corta è lo sfruttamento di materiali reperibili localmente attraverso una sinergia con le aziende attive nell’area, in una relazione stretta con il territorio. Questo permette un vantaggio in termini produttivi e commerciali ma anche ecologici, riducendo l’emissione di CO2 data dalla movimentazione su lunghe distanze di materie prime. Miniaturizzando gli scarti di piccole e medie dimensioni si ottiene una preziosa “materia prima‐seconda”, che può essere nuovamente immessa nel sistema economico come materia prima diventando, quindi, la base di un nuovo ciclo produttivo e il volano per la creazione di una filiera virtuosa. Le modalità operative di questo ciclo presentano diversi benefici, come riduzione dei costi, migliore time to market e risparmio di risorse. È possibile applicare questo processo in diversi settori, come quelli del fashion, dell’arte e del design.

Categoria Tecnologia dei Materiali

Il premio per la categoria Tecnologia dei Materiali è stato assegnato al progetto Solidum di Orlando Pandolfi, Ingegnere, consulente globale per le cave lapidee e Innovation Manager, realizzato in collaborazione con il Prof. Nicola Careddu del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura dell’Università degli Studi di Cagliari, la Prof.ssa Paola Meloni del Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Chimica e dei Materiali dell’Università degli Studi di Cagliari e l’Ing. Gianfranco Carcangiu, Responsabile Ruos Cagliari ISAC.

L’idea si propone di realizzare sotto la denominazione di Solidum nuovi materiali prototipali ottenuti dallo sfrido di lavorazione del marmo e trasformati in risorsa, secondo il metodo del “Nature Co-design” e l’approccio innovativo al Deep Tech. I nuovi materiali ottenuti dovranno avere adeguate caratteristiche fisico‐meccaniche per sostenere differenti tecnologie di lavorazione, anche computerizzate e robotizzate. Gli stessi materiali dovranno inoltre possedere precise qualità estetiche, con texture e colorazioni richieste dai mercati internazionali. I nuovi materiali potranno essere utilizzati su ampia scala, privilegiando il tema della circolarità sia all’interno della cava, sia nei manufatti destinati all’architettura e al design per la realizzazione di elementi bidimensionali e tridimensionali per uso funzionale e ornamentale. I materiali Solidum possono essere utilizzati ad esempio per la realizzazione di pannelli per edilizia, cementi speciali, elementi 3D mediante stampa.

Categoria Opere di Ingegneria

Zero Stone Waste (ZSW) di Paolo Marone, Ingegnere e Direttore IS.I.M. (Istituto Internazionale del Marmo), è stato realizzato in collaborazione con IS.I.M., TEKSPED/BUNKER, PENTACHEM, CHIMICA EDILE, TECNOPORRO, ALFA MARMI, MALVIN e altre realtà, aggiudicandosi il premio per la categoria Opere di Ingegneria.

Il progetto si basa su un impianto compatto e flssibile di trattamento dei rifiuti, derivati e sottoprodotti lapidei, chiamato ZSW plant, in cui la prima linea (GEF) ricicla i fanghi lapidei e i cakes da filtro-pressa in eco‐filler. Due linee parallele (GEA e GES) recuperano gli scarti solidi lapidei e li trasformano in aggregati recuperati, convertendo inoltre i fanghi lapidei in paste leganti o adesive/collanti. Infine, le linee a valle consentono di preparare diversi tipi di mix design di premiscelati e manufatti edili/pre‐cast.

La forte innovazione che caratterizza il progetto è la capacità di produrre agevolmente a Km0, installando le linee direttamente dove si generano e si depositano gli scarti e i derivati dai silos di decantazione e dai filtri‐pressa, e creando prodotti finali di valore medio/alto, immediatamente utilizzabili sul mercato locale in ambiti come nuova edilizia, manutenzione e restauri.

Uno dei principali vantaggi è la possibilità di installare l’impianto con investimenti contenuti presso il sito di produzione dei rifiuti/derivati, evitando i costi e l’inquinamento generato dallo spostamento dei rifiuti verso il sito di trattamento presso terzi. L’impianto ZSW è molto rapido da installare (una settimana), poco impattante ed economico rispetto a impianti di grandi dimensioni.

La Commissione Europea, nell’ambito dei progetti LIFE del 2023-25, sta supportando il progetto ZSW, ormai prossimo alla messa a punto presso ALFA MARMI, a cui farà seguito la marcatura CE dei prodotti dell’impianto medesimo.

L’obiettivo del concorso

Il concorso “Nuove Idee per Carrara e il suo marmo”, promosso dall’associazione Carrara 2030, che riunisce importanti aziende del settore lapideo del distretto Apulo-Versiliese, nasce dallo spirito di collaborazione delle diverse realtà produttive locali per la valorizzazione dell’economia circolare del materiale estratto come risorsa economica e sociale.

Gli scarti derivati dalla lavorazione del marmo diventano una risorsa preziosa per il settore delle costruzioni, utili per eseguire opere pubbliche (ad esempio fondi stradali e fondamenta di nuovi edifici), combattere l’erosione costiera contribuendo al ripascimento delle spiagge, realizzare nuovi prodotti per l’edilizia a ridotto impatto ambientale e certificati in base alle diverse tipologie e dimensioni.

Gli scarti del marmo servono anche per ottenere prodotti finiti ad alto contenuto tecnologico e dalla elevata resa tecnica, come i rivestimenti in lastre realizzate con scarti aggregati insieme a resine atossiche ed ecocompatibili.

Altri scarti della produzione di marmo, una volta ridotti in polvere di carbonato di calcio purissimo, si prestano ad innumerevoli usi industriali in settori produttivi diversi dall’edilizia, ad esempio come base di cosmetici, prodotti farmaceutici, coloranti e vernici, per la produzione di carta, colla, plastiche e materiali isolanti, nell’industria alimentare e come materiale utile per abbattere le emissioni di CO2 delle centrali elettriche a carbone.

Il settore lapideo in Italia

Secondo l’ultimo report presentato da Confindustria Marmomacchine, anche nel 2022 la filiera tecno-marmifera italiana si conferma come uno tra i settori d’eccellenza dell’industria del nostro Paese con oltre 3.200 aziende e 34.000 addetti, un valore della produzione di oltre 4,5 miliardi di euro e una forte propensione all’export – che si attesta al 71,2% della produzione – con un valore delle esportazioni di oltre 3,2 miliardi e un saldo commerciale annuo attivo di quasi 2,8 miliardi. Sempre nel 2022 si è registrato un nuovo record storico di export per l’industria lapidea italiana che – sommando marmi, graniti, pietre e le relative tecnologie di lavorazione – ha raggiunto il valore di 3.267 milioni di euro (+8,9% rispetto all’anno precedente e +11,8% rispetto ai livelli pre-Covid).

Come già avvenuto nel 2021, anche lo scorso anno il principale driver della crescita delle esportazioni lapidee italiane è stata la componente dei materiali lavorati e semilavorati, che ha fatto segnare un incremento del 15,8%, per oltre 1,7 miliardi di euro.

Mirella Vanelli, presidente dell’Associazione Carrara 2030, ha dichiarato: “Carrara e il suo marmo rappresentano un patrimonio di saperi, know-how e tradizione inestimabile che la scienza, la creatività e la ricerca possono declinare e valorizzare per cogliere le sfide future. L’agenda della nostra Associazione pone la sostenibilità al centro del suo programma d’azione: il concorso, in particolare, rappresenta il primo fondamentale passo per favorire la transizione del settore lapideo verso le opportunità offerte dalla circolarità e dal riutilizzo della materia attraverso l’innovazione e la ricerca, in linea con i paradigmi di transizione industriale definiti dall’Unione Europea e dagli OSS (Obiettivi di Sviluppo Sostenibile) dell’ONU”.

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