sabato, Ottobre 24, 2026

Un Altro Parco in Città: un’esperienza per progettare il futuro?

PISTOIA – Lo scorso sabato 16 e domenica 17 settembre si è svolto a Pistoia “Un Altro Parco in Città”, evento ormai consolidato e divenuto un appuntamento fisso nel calendario cittadino.

In questa occasione, come gli anni passati, le piazze del centro storico di Pistoia si sono trasformate in un autentico giardino urbano, con alberi, piante e prati che per due giorni hanno sostituito i consueti arredi urbani, portando il verde nel cuore di Pistoia.

Un’esperienza originale e un modo diverso e inconsueto di vivere la città, con il verde che “invade” gli spazi urbani e si pone in dialogo con l’architettura e l’arte del nucleo medievale della città, per un appuntamento che anno dopo anno richiama sempre più visitatori: non solo pistoiesi, che hanno così la possibilità di vedere la propria città in una veste completamente diversa dall’ordinario, ma anche turisti e curiosi provenienti da fuori città. Un successo che cresce ad ogni edizione, testimoniato non solo dai numeri, ma anche dal riscontro mediatico dell’evento e dal mondo dei social, dove tantissimi hanno condiviso con foto e storie la propria esperienza all’interno dell’ormai celebre “pratino” della Sala.

Un altro parco in città in piazza della Sala

Nonostante lievi e inevitabili disagi per i residenti del centro storico a causa della logistica e delle operazioni trasporto di alberi e piante, il bilancio finale di Uapc è sicuramente positivo sotto molteplici aspetti, rivelandosi un evento capace di promuovere e valorizzare la città dal punto di vista culturale e turistico.

Senza tralasciare, ovviamente, la ragione di fondo dell’iniziativa: sensibilizzare tutti i cittadini sull’importanza del verde in città non come semplice “decorazione”, ma come parte integrante degli arredi che caratterizzano una realtà urbana.

Grazie a 2500 mq di erba, 50 alberi, 5 piazze coinvolte con annesse vie limitrofe e un programma di eventi che includono laboratori, workshop e iniziative per avvicinare grandi e piccoli alla “cultura del verde”, per due giorni l’anno Pistoia diventa veramente la “capitale italiana” di un verde su cui si può sedere, che si può toccare con mano, che si può, in una sola parola, vivere nel quotidiano. Un verde che assolve una doppia funzione ambientale e sociale, come mezzo di “riappropriazione” degli spazi urbani e di rigenerazione di aree dove talvolta vengono meno la cura e la manutenzione di alberi e piante.

Da qui sorge spontanea la domanda: la positiva esperienza di Uapc può aiutare la comunità pistoiese a progettare il futuro della propria città? La lezione del verde che “contamina” gli spazi pubblici può servire a riprogettare in parte gli arredi urbani e rendere più vivibile e a misura d’uomo il centro storico? In concreto, Pistoia “città del verde” può adottare e sperimentare delle buone pratiche per una città più sostenibile, non solo nel centro storico, ma soprattutto nelle aree suburbane e nelle periferie, seguendo gli esempi virtuosi di altre “green cities” europee?

Le sollecitazioni in senso positivo non mancano, anche vicino a noi: tra pochi giorni, per esempio, a Lucca si svolgerà la seconda edizione del Pianeta Terra Festival, rassegna dedicata al tema della sostenibilità ambientale in tutte le sue sfaccettature, tra le quali non mancheranno riflessioni e tavole rotonde sull’importanza del verde in città come strumento di rigenerazione urbana. Non solo addetti ai lavori come architetti e urbanisti, ma anche gli amministratori pubblici e le comunità cittadine possono e devono mostrarsi sempre più attenti alla progettazione di una “città del futuro” che sarà inevitabilmente verde, ecologica ed ecosostenibile. Siamo alle porte di una rivoluzione urbanistica che registrerà, forse, un parziale mutamento delle città così come oggi le vediamo e le viviamo, andando giocoforza a modificare anche abitudini ormai consolidate.

Ma quali sono, nella pratica, i benefici del verde in città? Secondo il rapporto annuale pubblicato dall’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, “la presenza e l’accessibilità degli spazi verdi sono requisiti fondamentali per città sane, sostenibili e inclusive: vivere vicino a spazi verdi riduce i problemi di salute e migliora lo stato fisico e psichico. Uno studio approfondito condotto negli Stati Uniti ha dimostrato come la presenza di verde intorno all’abitazione possa essere associata in modo significativo a una maggiore capacità dei residenti di sostenere situazioni di stress e povertà: l’accesso e la facilità di accesso ad aree verdi, la disponibilità di percorsi sicuri per passeggiare e andare in bicicletta e di aree gioco, si associano a una maggiore propensione a fare attività fisica e quindi a limitare il rischio di obesità”.

Vantaggio per la salute individuale ma anche per quella collettiva, come sottolinea la dottoressa Lina Fusaro, ricercatrice dell’Istituto per la Bioeconomia del CNR, nella sua relazione citata da Greenpeace Italia: “nell’area mediterranea, le ondate di calore sono diventate sempre più frequenti e maggiormente intense nelle aree urbane, dove si verifica il fenomeno dell’isola di calore: le città, in conseguenza del consumo di suolo, presentano temperature dell’aria sia diurne che notturne superiori rispetto ad aree naturali circostanti fino a 12 gradi. Le chiome degli alberi garantiscono un comfort termico che deriva sia dal diretto ombreggiamento delle superfici, sia dal processo di traspirazione. Inoltre, 1 ettaro di foresta urbana può rimuovere mediamente 17 kg/anno di particolato e 35,7 kg/anno di ozono troposferico, mentre gli alberi di una foresta periurbana possono assorbire fino a 1005 kg/anno, per ettaro, di carbonio”. Anche secondo Fusaro “i benefici del verde urbano non si limitano al regolamento delle temperature in città, ma sono pure psicofisici e influenzano la qualità della vita delle persone più di quanto immaginiamo. Gli effetti positivi che emergono dalle ultime evidenze scientifiche sono molteplici: dalla riduzione del rischio di numerose malattie croniche in età adulta, all’accelerazione del recupero dopo un intervento chirurgico, alla riduzione dei ricoveri ospedalieri e alla mortalità prematura, fino a migliori esiti della gravidanza e il miglioramento della salute mentale”.

Le comunità urbane sono quindi chiamate a compiere un investimento per il proprio futuro, a programmare interventi di rigenerazione urbana, a pianificare lo sviluppo di spazi verdi pubblici e a garantire la parità di accesso a tali spazi a tutta la cittadinanza, perchè il verde non resti appannaggio o “privilegio” di pochi.

Una direzione in cui tante città si stanno muovendo, pur con tempi e modalità differenti: anche Pistoia, “città del verde”, imboccherà con decisione e con rinnovato slancio questa strada?

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