mercoledì, Settembre 9, 2026

“Revox” di Federico Tiezzi: dove la videoarte incontra il teatro

PISTOIA – Un incontro fra arte, video, teatro e cinema in un’esposizione di “ritratti” che testimoniano le varie fasi e le esperienze dell’attività drammaturgica di Federico Tiezzi.

Al Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni si apre la mostra “Revox” di Federico Tiezzi, a cura di Giovanni Agosti, punto di arrivo di un progetto di collaborazione iniziato due anni fa in concomitanza con la fine dell’emergenza pandemica. L’esposizione, allestita al secondo piano di Palazzo Fabroni, è inaugurata in occasione della consegna al museo dei tre video ritratti di Paolo Uccello, Giovanni Bazzi detto il Sodoma e Giorgio Vasari, parte del più ampio progetto artistico dedicato da Tiezzi alla pittura italiana del primo Rinascimento.

Un momento della cerimonia di inaugurazione della mostra “Revox” di Federico Tiezzi a palazzo Fabroni. In basso, il taglio del nastro della mostra e due video ritratti esposti (fotografie di Andrea Capecchi)

Un progetto, già vincitore del concorso nazionale PAC2021, che prende spunto e ispirazione dagli studi dell’autore attorno all’opera “Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori” del Vasari, fondamentale trattato di architettura, scultura e pittura nonchè pietra miliare della storiografia artistica. L’esposizione resterà visibile al pubblico negli orari di apertura del museo fino al prossimo 2 giugno 2024.

“Questa mostra rappresenta il coronamento di un percorso di lungo periodo che ha visto la collaborazione e la sinergia tra persone e soggetti diversi – hanno dichiarato il sindaco Tomasi e l’assessore Menichelli durante la cerimonia di inaugurazione – a testimonianza del fatto che la cultura e l’arte devono puntare prima di tutto sulla qualità e non limitarsi a eventi e occasioni di consumo. Per la terza volta Palazzo Fabroni ospita una mostra nata da un progetto vincitore di un bando pubblico: siamo onorati dalla possibilità di valorizzare questi spazi e di arricchire la collezione permanente del museo con nuovi contributi. L’invito che rivolgiamo al pubblico dei visitatori è quello di immergersi nella visione dei video ritratti e lasciarsi trasportare da un’esposizione ibrida, che unisce i diversi linguaggi di teatro, cinema e arti visive”.

L’idea di Federico Tiezzi, drammaturgo e pluripremiato regista teatrale, già ospite in più occasioni delle stagioni teatrali di Pistoia, è quella di mettere in scena due capitoli, distanti tra loro oltre trent’anni, della lunga frequentazione che l’autore ha avuto dello strumento del video: uno strumento oggi comune e alla portata di tutti, ma un tempo difficile da conquistare, costoso e sofisticato. La mostra presenta quindi al visitatore, all’interno di sale in penombra, schermi a parete in cui scorrono In maniera ciclica i video realizzati dall’autore in due diversi momenti: la serie dei “Ritratti di fine millennio” datata 1986 e il recentissimo progetto, già citato in precedenza, relativo alle “Vite” del Vasari (2021-2023). Trait d’union ed elemento comune a entrambi i capitoli sono i soggetti rappresentati, costituiti da artisti visivi, con particolare attenzione ai pittori.

A fare da apertura ideale alla mostra si trova, al primo piano e all’interno di una struttura specifica, il video della “Mater strangosciàs” Giovanni Testori, uno dei vertici dell’attività di Tiezzi come regista, in uno spettacolo del 1998, rimontato nel 2021 ai piedi della “Pietà Rondanini” di Michelangelo nel Castello Sforzesco di Milano. Protagonista di questo come di altri video è Sandro Lombardi, attore e cofondatore della compagnia Lombardi-Tiezzi, a testimonianza di un sodalizio artistico pluridecennale che nel corso del tempo è andato oltre l’aspetto professionale, portando i due amici a condividere esperienze e successi in ambito teatrale. Nella “Mater strangosciàs” Lombardi, interpretando addirittura la Vergine Maria, pronuncia una sorta di “preghiera laica” cantando per sempre la gloria dell’attore: il teatro si fa video e dialoga con il pubblico, certamente incuriosito dall’originalità dell’installazione, anticipando i numerosi “volti” e le loro parole che attendono i visitatori al secondo piano.

Qui ci attendono i “Ritratti di fine millennio”, un gruppo di ritratti di artisti conosciuti personalmente da Tiezzi e frequentati tra studi e gallerie: filmati che sembrano “datati” ma che oggi, a distanza di trentasette anni, risultano dei documenti molto interessanti e delle testimonianze di prima mano in cui ciascun personaggio rivela qualcosa della propria arte e della propria poetica. Si tratta di veri e propri “spezzoni” di video interviste che aprono uno squarcio sulla scena artistica italiana alla metà degli anni Ottanta, pur senza la pretesa di fornirne una rappresentazione unitaria ed esaustiva.

Si passa poi al secondo momento dell’esposizione, quello appena concluso, in cui Tiezzi, in collaborazione con Fabrizio Sinisi, ha operato una “riscrittura” e una rivisitazione in chiave artistica delle “Vite” del Vasari, realizzando una seconda serie di video ritratti in cui attori teatrali di oggi danno vita agli “antichi maestri” celebrati dal Vasari per il loro genio. Vediamo quindi passare davanti ai nostri occhi, in costume d’epoca, figure che hanno fatto la storia dell’arte italiana e non solo, che ci parlano descrivendo la loro tecnica e la loro arte, come in un “libro parlante” attraverso i linguaggi del teatro e del video.

Come ha commentato il curatore Giovanni Agosti, “è una mostra severa, che non concede nulla dal punto di vista didattico e didascalico, ma ricca di citazioni, suggestioni, spunti di riflessione e collegamenti anche attraverso epoche e realtà differenti”.

In effetti “Revox” è un’esposizione piuttosto esigente, non di fruizione immediata, che pretende attenzione e chiede “tempo” al visitatore: non si può apprezzarne i contenuti se si percorre di fretta, passando da una sala all’altra senza avere la pazienza di soffermarsi davanti ai video, quasi tutti della durata di piccoli “corti” cinematografici.

È necessario un piccolo sforzo che tuttavia viene ripagato, soprattutto grazie alla possibilità di incontrare artisti di oggi e del passato in costante dialogo tra loro compiendo così un affascinante viaggio attraverso l’arte, i suoi linguaggi e le sue epoche.

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