di Elisabetta Branchetti
PISTOIA – Raffaele Totaro nasce in Puglia, nel Gargano, ma vive da sempre in Toscana. Il suo percorso artistico inizia nel 2003 debuttando al Teatro Manzoni di Pistoia con un testo di Garcia Lorca. Il suo viaggio teratrale prosegue cimentandosi con autori quali Pirandello, Shakespeare, Cechov, Wilde, Buzzati, Benni, Fo, Pinter, Steinbeck.

Parallelamente inizia un percorso cinematografico che lo vede attivo soprattutto nel cinema indipendente e che lo porta ad essere tra i fondatori, nel 2013, della Sedicinoni Film, casa di produzione indipendente.
Particolarmente importante per la sua formazione la collaborazione con il Gad Città di Pistoia; nel 2015 entra nella compagnia stabile del Teatro di Cestello di Firenze come attore e successivamente come regista.
Autore di romanzi, nel 2013 scrive “la ragazza del treno” e nel 2019 “Le Stagioni del commissario Persichetti”, seguito nel 2023, da “Gli Anni del commissario Persichetti” tutti editi da Porto Seguro.
Nel 2022 scrive il suo primo testo teatrale, “Delitto a Villa Albani”, messo in scena al Teatro di Cestello e portato in vari teatri nazionali. Nel 2024 uscirà il seguito: “Delitto in Palcoscenico” che debutterà in primavera.
Come ti sei avvicinato al teatro?
Tutto è iniziato da piccolo, a scuola mi proponevo sempre, se c’era da recitare una poesia ero sempre pronto, ed è nata in me la necessità di fare un corso di teatro, ne ho parlato in casa ed un giorno mio padre si è presentato con il numero di telefono di un insegnante di teatro pistoiese: se ti piace puoi farlo, mi disse. sono andato alle prime lezioni di prova e da allora, dal primo saggio del 2002, non ho più smesso.
Hai un sogno di interpretare qualcuno in particolare?
Recentemente ho interpretato Felix Ungaro ne “La strana coppia” di Neil Simon, con Venturi nel ruolo di Oscar, per la regia di Alessio Coluccia. Era un ruolo che inseguivo da tempo ed è stata una bella soddisfazione. Adesso aspetto altre proposte. Come sogno, se proprio devo sognare, allora dico: vincere un premio Oscar. Ma ovviamente resterà un sogno. Ed è giusto così.
Cosa bolle in pentola?
A dicembre sarò in scena al Teatro di Cestello con il “Calapranzi” di Harold Pinter con Leonardo Venturi per la regia di Alessandro Grisolini, a cui seguiranno “Funeral Party” diretto da Samuel Osman e prodotto dal Laboratorio Arca; “Povero Piero” per la regia di Iacopo Biagioni. Curerò la regia di un testo sulla Pignone di Firenze: “La bella Fabbrica” di Stefano Mezzani e la regia del “Testamento di Gianni Schicchi”. A maggio sarò impegnato con “Il ritorno dalla Villeggiatura” di Goldoni per la regia di Marcello Ancillotti e, appunto, “Delitto in Palcoscenico”. Per il cinema ho da poco finito le riprese di “Vite Parallele” per la regia di Massimo Smuraglia.









