LAMPORECCHIO – Nel pistoiese fra le zone interessate dalle frane c’è il versante di San Baronto, soprattutto la strada provinciale 9 che va verso Vinci passando per Porciano. Una strada molto trafficata (ora chiusa per frana) ma è trascurata dagli enti che ne hanno il controllo: provincia e comune di Lamporecchio.

Qui ci sono degli agriturismo ed alcune piccole fattorie semi isolate. Terranostra, la sezione di Coldiretti che si occupa di agriturismi, ha lanciato un grido d’aiuto, per ora inascoltato.
Un coltivatore della zona, Colle Fiorito, ci ha inviato una testimonianza che parla anche dei ristori che possono essere chiesti, anche attraverso Coldiretti, ma sui quali, sembra, non c’è molto da aspettarsi.
Una testimonianza – che non riguarda solo chi ha scritto – che proponiamo ai nostri lettori.

“Ho parlato con la Coldiretti….navigano a vista…mi hanno detto mandate le foto per ora sono solo segnalazioni!!!
Dico la verità non ho tante speranze. L’anno scorso una tromba d’aria ha portato via il tetto di casa, più la colonica accanto. Dopo le foto il silenzio, poi alle sollecitazioni la risposta è stata: ci dispiace ma non ci sono più fondi per aiutarvi. Come sempre ci siamo tirati su le maniche ed abbiamo provveduto da soli a rifare il tetto, andando incontro a pericoli importanti.
Questa volta è peggio…i muri dei terrazzamenti hanno ceduto…se dovesse piovere forte…porterebbe via tutto, sassi, terreno e ulivi.
Per di più io ho la casa in cima e non so cosa potrebbe succedere se non vengono fatte delle verifiche.
Altro problema, il San Baronto dalla parte di Porciano è sempre chiuso dal 9 novembre e la strada che porta a me è chiusissima, hanno messo dei blocchi di cemento in cima alla strada per non far passare le macchine. Unico accesso è una stradina piccola e pericolosa che attraversa i campi.
Ho chiesto al comune quanto tempo servirà per ripristinare la strada principale ma non lo sanno, mi hanno detto che ci vorranno mesi. Non viene nemmeno il postino perché la strada è pericolosa..giustamente pericolosa per lui. Chiedo, per noi no!?
Non ho idea come si farà con un attività chiusa per mesi. In certi momenti, anche se c’è la mettiamo tutta, ci sentiamo svuotati e avviliti con il pensiero di non potercela fare.
Speriamo che le sollecitazioni anche di altri coltivatori e qualche agriturismo come noi diano qualche risultato ma il passato non ci fa essere ottimisti”.
(m.p.)






