mercoledì, Settembre 9, 2026

Il bus non arriva. E io scrivo a Babbo Natale

PISTOIA – Il problema del trasporto dei ragazzi verso le scuole in alcune zone è diventato ormai un vero e proprio rompicapo, un disservizio con cui si è costretti a fare i conti e che irrompe in modo pesante sullo stesso diritto di arrivare, almeno con una certa regolarità, nella scuola che si frequenta.

Un diritto però che non sempre è assicurato, ed è seminato di disagi e disservizi.

Una mamma della zona dello Sperone, per niente rassegnata ha provato, senza successo, a scrivere agli indirizzi istituzionali.

Visto gli scarsi effetti delle proteste precedenti, questa volta ha deciso di mirare più in alto. E, presa carta e penna, ha deciso di scrivere direttamente a Babbo Natale.

Vediamo ora se dal Polo Nord arriverà la soluzione, in mezzo ai pacchi dono di piccoli e grandi, della fragilità di alcune linee di Autolinee Toscane. Con la speranza che ad alcune fermate del tram non vacilli anche l’incrollabile fiducia nel buon Vecchio barbuto e nella magia di renne ed elfi. (m.d.)

La lettera a Babbo Natale

“Caro Babbo Natale, forse stai già dando una sbirciatina verso le nostre città.

Ti sarai accorto che qui a Pistoia e dintorni è diventato quasi impossibile per tanti ragazzi andare e tornare da scuola. Sai, loro non hanno la slitta, vorrebbero solo usare i mezzi pubblici usando un bigliettino, chiamato abbonamento, che i loro genitori hanno puntualmente pagato a Settembre.

Che dici, potresti farti aiutare dai tuoi amici amministratori, dirigenti, presidi ed elfi vari?

Potresti fargli capire che l’obbligo scolastico, la sicurezza stradale e l’interruzione di pubblico servizio si dovrebbero tradurre in azioni concrete?

In questi giorni avrai visto un foglietto con delle variazioni in vigore dal 4 Dicembre; potresti far loro presente che anche i babbi le mamme e i ragazzi sanno fare i conti e già sanno che la questione non sarà risolta?

Caro Babbo Natale se puoi mettici te una buona parola, visto che quelle dei genitori non sono bastate.

Grazie di cuore,

Elisa Piras

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