mercoledì, Settembre 9, 2026

Esami di maturità, consigli per la prova scritta di italiano

di Andrea Mori

PRATO – A tutti gli studenti tocca superare la fatidica “notte prima degli esami”, però la si può superare in maniera più o meno turbolenta, più o meno in ansia. E questo è possibile se si dispone di “armi” adeguate per affrontare la battaglia.

A questo proposito l’Associazione italiana dislessia (Aid) ha promosso un incontro rivolto a tutti gli studenti che la prossima estate dovranno affrontare la maturità, per svelare le strategie che consentono ai ragazzi di superare con successo la prova scritta di italiano; non solo, ma anche per far conoscere quali sono gli strumenti a cui hanno diritto i ragazzi con dislessia o di disgrafia.

La professoressa Cristiana Landi

A tenere l’incontro nella sala conferenze della biblioteca Lazzerini, è stata Cristiana Landi, professoressa di Italiano e Storia al liceo artistico “U. Brunelleschi” di Prato.  

La docente parte morbida, tranquillizza infatti da subito il giovane pubblico mostrando le rassicuranti percentuali degli alunni che, una volta ammessi all’esame, mostrano come sia “praticamente impossibile essere bocciati”. 

Il tema dell’incontro, come detto, è stato quello della prima prova. Le tracce sono sette, “tante” commenta la docente. Proprio per la numerosa scelta però, difficilmente non se ne troverà una sulla quale può si può fare meglio che sulle altre. 

Dunque le tracce sono divise in tre tipologie, la tipologia A, che consiste nell’analisi e nell’interpretazione di un testo letterario di italiano. Solitamente si tratta di un testo narrativo o di prosa ed è divisa in due parti: una di comprensione e analisi del testo letterario e una di interpretazione. “Se scrivo due colonne con le risposte alle domande e due colonne di testo basta, arrivare a farne sei è troppo”. La tipologia A, conclude Landi, “è adatta a tutti quei ragazzi a cui piace avere un testo guidato e che sono appassionati di letteratura”.  

Per quanto riguarda la tipologia B ci sono tre titoli che richiedono la produzione di un testo argomentativo, tra cui uno storico (che risulta essere quello meno scelto in tutta Italia). Anche questa tipologia è divisa in due parti, una di comprensione e analisi del testo argomentativo e una di produzione. La caratteristica qui è che l’autore deve sostenere una tesi. 

“Devo scrivere ciò che penso, sia che io sia d’accordo oppure no  – dice la prof –  questa tipologia è consigliata a tutti quei ragazzi a cui piace avere discussioni con gli altri”. Ma attenzione, il suggerimento è quello di non dire di essere d’accordo in parte e in parte no, perché così diventerebbe un’opinione difficilissima da sostenere. 

Infine c’è la tipologia C, che è molto diversa dalle altre. Si tratta di un tema di attualità al quale è stato dato, sostiene l’insegnante, un titolo orribile: “Riflessione di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità”. 

È evidente che per quanto riguarda il tema di attualità il suggerimento spassionato sia quello di sceglierlo se si è interessati a ciò che accade nel mondo. Importante poi, quando e se si riportano opinioni altrui, di fare possibilmente riferimento a personalità autorevoli. 

Landi ha lasciato qualche minuto agli studenti anche per dare loro alcuni consigli “salvavita”, partendo da quello forse banale ma che male non fa essere ripetuto, e cioè di leggere tutte le tracce “perché non potete sapere prima quale sarà la vostra”. 

Vanno poi tenuti presente i propri punti di forza anche sulla base dei voti presi durante l’anno, insomma tenere a mente in cosa si è bravi. Per far capire meglio questo, la docente ha raccontato un personale aneddoto: “Io al liceo ho fatto solo e soltanto temi di letteratura, il giorno dell’esame di maturità non so per quale motivo scelsi quello di attualità. Una volta finito uscii e la professoressa d’italiano mi chiese ‘Landi, lei che cosa ha scelto?’, io risposi ‘il tema di attualità’ e lei sbiancò; capii quindi di aver fatto una sciocchezza: presi la mia unica insufficienza”. 

Ancora, prima di leggere il testo bisogna dare un occhio (neanche così rapido) alla fonte e al titolo, “leggendo la fonte infatti il cervello sa a cosa andrà incontro, e quindi si predispone alla lettura di un certo tipo di contenuto”. Importantissima poi l’attenzione da porre al titolo, perché si tratta della sintesi della sintesi che dice cosa sottolineare e cosa “buttare fuori dalla finestra”, il titolo fa da guida.  

E poi, leggere il testo con in mano una penna perché le cose vanno appuntate subito, altrimenti si dimenticano. Per leggere profondamente bisogna scarabocchiare e usare il dizionario, consiglia la professoressa, senza fermarsi al primo significato trovato, “perché la vostra parola potrebbe essere la terza”.  

“Fare brainstorming”: buttare giù parole chiave per poi realizzare la scaletta, utilissima perché fa da filo logico. 

Importante poi ricordare che, nello svolgimento delle prove d’esame per i candidati con Dsa, la commissione autorizza l’utilizzo degli strumenti compensativi previsti dal Piano didattico personalizzato (Pdp):  tempi più lunghi di quelli ordinari per le prove scritte; utilizzo di dispositivi per l’ascolto dei testi delle prove scritte registrati in formato mp3; scelta di un componente della commissione che legge i testi delle prove scritte; l’utilizzo della sintesi vocale e trascrizione del testo su supporto informatico.

Attenzione però, dice più volte la professoressa Cristiana Landi: “La richiesta per avere questi aiuti dev’essere fatta con anticipo!”. Quindi conviene muoversi fin da subito.

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