di Andrea Mori
PRATO – Il sindaco di Prato Matteo Biffoni ha comunicato alla stampa la designazione ufficiale della nuova presidente della fondazione Museo del tessuto. Erano presenti anche l’assessore alla cultura Simone Mangani, il direttore della fondazione Filippo Guarini, il presidente uscente della fondazione Francesco Nicola Marini e la nuova presidente designata dal Comune, Fabia Romagnoli.

“Finalmente – ha esordito il sindaco sorridendo – si conclude la dittatura Marini”, per poi ribadire la propria contrarietà al vincolo dei due mandati, regola che vale anche per la Fondazione Museo del tessuto.
“Sono particolarmente critico riguardo il vincolo dei mandati – dice Biffoni – se infatti il proprio mestiere lo si fa bene e con passione dovrebbe esser giusto poter proseguire.”
Biffoni è poi passato ai ringraziamenti, prima, e agli incoraggiamenti poi: “Francesco ci ha veramente messo tanta attenzione e tanta passione e uno spirito di corpo eccezionale”.
E sulla nuova presidente: “La conosco, so che tipo di persona è, quali sono le sue competenze e le relazioni che ha con la città, pertanto sono molto, molto, molto tranquillo”.
È intervenuto anche l’assessore alla cultura Simone Mangani, il quale ha rivolto “un ringraziamento a tutti gli altri consiglieri uscenti e a chi accettato di far parte del comitato di gestione”.

Dunque il Museo del tessuto ha un nuovo presidente, o una nuova presidente, a seconda delle preferenze linguistiche. Fabia Romagnoli è un’imprenditrice pratese con laurea magistrale in Farmacia, è l’attuale presidente di Mariplast S.p.A, azienda familiare con sede a Montale che opera a livello internazionale da oltre 50 anni nello stampaggio di materie plastiche, in particolare supporto per i filati. Tra gli altri ruoli che ricopre, è anche vicepresidente di Confindustria Toscana Nord con delega alla sostenibilità, tema a cui si dedica da più di 10 anni.
“Sono molto felice che Fabia Romagnoli sia stata scelta per guidare questo ente – ha dichiarato Francesco Marini – sono sicuro sia la persona giusta per consolidare il museo, sia a livello locale che nazionale e internazionale e le auguro buon lavoro. Il museo del Tessuto è un patrimonio fondamentale per Prato e ne rappresenta la parte più identitaria. E’ stato un grande onore rivestire questo ruolo, ho cercato di coniugare la necessità di promuovere la cultura storica e industriale del nostro distretto e di aprire il museo alla gente ed alla città. Mi resta una bellissima esperienza di vita per le emozioni che ho provato e per l’affetto delle persone ricevuto in questi anni, con un grazie speciale al Direttore, alla Conservatrice, a tutto il personale, ai collaboratori, al comitato di gestione e di indirizzo ed ai soci fondatori e ai partecipanti sostenitori della Fondazione”.
A lasciare la guida della fondazione Museo del tessuto, come detto, è Francesco Nicola Marini, dopo otto anni è infatti arrivata la fine del suo secondo mandato.
“Ringraziando il sindaco, ringrazio il Comune per avermi designata a guidare questa prestigiosa istituzione culturale della nostra città, così strettamente connessa alla sua vera identità. Sono davvero onorata dell’incarico – ha detto Fabia Romagnoli -.Ringrazio Francesco Marini per il grande lavoro svolto; in questi anni Francesco è riuscito a rafforzare l’immagine del museo e ad avvicinarlo al tessuto produttivo cittadino con i Textile Lovers.
Seguirò il corso tracciato da Marini, in modo che il Museo sia sempre di più un laboratorio di idee aperto alla città, ma anche connesso e conosciuto sia nel resto d’Italia che all’estero. So di poter contare sulle grandi capacità del Direttore, della Conservatrice e di tutto lo staff, cosa che mi fa affrontare questo incarico con tranquillità ed entusiasmo”.
Marini è stato alla guida della fondazione dal 2015, anni durante i quali la fondazione ha raggiunto importanti traguardi di crescita.
L’affluenza di pubblico è cresciuta raggiungendo prima del Covid quasi la soglia dei 30mila, dato peraltro confermato dalle proiezioni dell’anno in corso, dando corpo ad un incremento nell’ultimo triennio del 52%.
Questa crescita andrebbe attribuita al successo delle attività espositive che, durante il mandato di Marini, hanno ampliato l’offerta del Museo ai temi della moda contemporanea, al costume cinematografico e teatrale e alle culture extraeuropee, alcune delle quali esportate anche in altre sedi come Roma e Milano.
Importante anche il rafforzamento della visibilità interazione del Museo attraverso la partecipazione a numerosi progetti europei, con particolare attenzione ai progetti di ricerca recentemente finanziati dal programma “Horizon”.
A Marini si deve inoltre la sottoscrizione di accordi di collaborazione con le Gallerie degli Uffizi e Museo Stibbert di Firenze, ma anche la nascita e lo sviluppo di club di aziende che sostengono e affiancano il museo, oggi denominato “Textile Lovers”, che ha raggiunto in pochi anni il numero di oltre 35 adesioni.
Dal punto di vista della gestione del patrimonio, durante i due mandati di Marini, vi è stato un incremento delle collezioni di oltre 1200 pezzi, la digitalizzazione di circa 6 mila oggetti e la nuova creazione, da zero, della Textile Library, un archivio dedicato ai materiali tessili contemporanei, che conta oggi oltre 1200 campioni e decine di aziende che collaborano.
E il bilancio? “I bilanci si chiudono quando si approvano, ad aprile – dice il direttore della Fondazione Filippo Guerini – ma dovremmo essere in pareggio nonostante l’anno difficile. Per quanto riguarda il processo di rinnovamento degli organi è ancora in corso. Ci auguriamo che per i primi di gennaio si possa insediare il nuovo mandato amministrativo”.



