di Elisabetta Branchetti
LUCCA – Annarè Persiano, cantautrice, sognatrice, scrittrice, ascoltatrice bocca chiusa, penna in mano e fogli sparsi.
Una cantautrice che canta per esprimersi, per comunicare, la cui musica ti trasporta in un viaggio emozionale toccando ricordi, sentimenti, sogni e aspettative.

Annarè dove è iniziato il tuo percorso nella musica?
La prima cosa a cui mi sono avvicinata, è stata la scrittura. Ho sempre scritto tanto (complice il Liceo classico) e mi piaceva miscelare i miei pensieri a frasi di canzoni; scrivevo e ascoltavo, ascoltavo e scrivevo. Poi, a ragion del vero, alla musica “praticata” ci sono passata un po’ per esigenza: avevo bisogno di qualche piccolo introito che mi rendesse piu indipendente, così, con un impianto da 100 euro (vi lascio immaginare la qualità di un impianto audio 15 anni fa dal valore di 100 euro), ho iniziato a fare le mie prime serate. Sono sempre stata molto scrupolosa e attenta alla qualità, quindi il mio primo pensiero, dopo aver trovato le serate, è stato: “se mi pagano per cantare, devo quanto meno saper cantare”. Con i primi risparmi ho iniziato a prendere lezioni di canto da una grandissima vocal coach, diventata nel tempo una grande amica, Mary Filizola, successivamente sono corsa a comprare un impianto decente.

Solo necessità economica?
Mi sono avvicinata alla musica anche per necessità, ma sopratuttto come passatempo. Non avrei mai pensato di ritrovare me stessa in tutto questo. Ho approfondito i miei studi, mi sono concentrata non solo sul canto, ma anche su alcuni strumenti (chitarra e pianoforte), quelli che, con il tempo, mi hanno permesso di abbinare i miei due lati artistici: scrittura e musica.
E poi hai iniziato a scrivere i testi dei tuoi brani?
Ho iniziato a scrivere canzoni, ne ho scritte tantissime ho iniziato scrivendole e poi cantandole, di seguito sono passata anche a suonarle fino ad arrivare ad oggi, a produrle, un grande obiettivo raggiunto: poter esprimere tutte le mie sfumature a 360 gradi, partendo dal testo che si sposa con la musica fino ad esplodere nella mia voce. Si può pensare che abbia raggiunto il mio traguardo, ma credo fermamente che nella vita, non si smetta mai di imparare ed io voglio imparare ancora tanto, tantissimo, tutto quello che posso, forse il mio sogno nel cassetto è proprio questo: scoprire sempre cose nuove così da poter scoprire sempre di più me stessa.

Hai raggiunto ottimi risultati in diversi Festival, quali?
Finalista del Festival di Ghedi, Pistoia Blues e Casa Sanremo Tour, semifinalista a Castrocaro, Genova XVOI e del Premio Lunezia, premio come miglior testo, l’approdo alla casa editrice musicale Warner Chappell, al Festival La Bottega degli autori.










