PRATO – Nella serata di ieri i Carabinieri della Stazione di Jolo di Prato ha arresto un 37enne per aver violato il “Divieto di Avvicinamento alla Casa familiare” impostogli dal Tribunale di Parto, a seguito di una serie di prolungati maltrattamenti fatti di soprusi, minacce e percosse che la madre era stata costretta a subire per alcuni anni.
I fatti erano iniziati nel 2019 e si erano poi inaspriti con comportamenti sempre più violenti che avevano portato la donna a denunciare la vicenda nel dicembre 2022 proprio ai Carabinieri di Jolo. La personalità dell’uomo, già gravato da diversi precedenti penali ed i riscontri oggettivi acquisiti dagli inquirenti avevano portato, nel gennaio 2023, all’emissione del provvedimento cautelare limitativo nei confronti dell’uomo che in seguito aveva spostato le sue condotte prevaricatorie, ma anche ossessive, verso l’ex compagna da cui si era separato da circa un anno dopo una lunga convivenza. Anche queste condotte persecutorie denunciate dell’ex compagna produssero un ulteriore provvedimento coercitivo nei confronti del 37enne consistente nel Divieto di Dimora dal comune di Prato notificatagli nel Dicembre scorso.
Evidentemente le duplice misura limitativa non era stata sufficiente a frenare gli impulsi ed i movimenti del prevenuto che nella serata di ieri si era recato sotto l’abitazione della madre dove era stato bloccato dalla pattuglia di Jolo che pur verificando l’assenza di contatti con la vittima in quel frangente, elemento irrilevanti sulla condotta del reo, l’aveva appunto arrestato. La sua presenza a Prato era stata anche oggetto di segnalazione per la violazione del Divieto di Dimora, attinente il procedimento di atti persecutori verso l’ex compagna, violazione che non consente l’esecuzione immediati provvedimenti precautelari in caso di flagranza da parte delle Forze di Polizia.
L’uomo era già stato arresto per la stessa motivazione nel Novembre 2023 da personale della Questura di Prato, circostanza che indica l’assenza di una volontà di ravvedimento, ed è attualmente custodito presso le camere di sicurezza dei Carabinieri in attesa della convalida per direttissima e di eventuali provvedimenti più afflittivi che le sue condotte potranno determinare.



