di Marzio Dolfi
AGLIANA – Si cerca l’assassino che ha ucciso barbaramente Alessio Cini, aggredendolo davanti casa e bruciandone il corpo. Gli inquirenti devono ancora capire le modalità precise di quello che però somiglia molto a un agguato.

Perchè il 57enne è uscito nella notte nel cortile della sua villetta sull’argine Brana? Doveva incontrare una persona? Oppure era stato messo in allarme da qualche rumore? Certo è che su di lui si rovesciata la furia di qualcuno (o di alcuni): è stato tempestato di botte e calci. E’ finito a terra e a questo punto l’assassino ha cosparso il corpo con materiale infiammabile, tentando con il fuoco di far sparire qualche traccia. O forse compiendo l’ultima profanazione.
Insomma ci sono tutti gli elementi per pensare che alla Ferruccia si è di fronte a un delitto barbaro, di cui i carabinieri e il sostituto procuratore del Tribunale di Pistoia Leonardo De Gaudio, stanno cercando di mettere insieme i pezzi.
Eppure nelle prime ore di lunedì davanti a quel corpo semicarbonizzato non si era esclusa nemmeno la possibilità di un suicidio. Ma rapidamente il quadro era divenuto più drammaticamente chiaro: nessuna tanica intorno, nessun contenitore, nessun mezzo di innesco. Era evidente che quel fuoco che ha devastato il corpo era allora stato appiccato da qualcuno. L’autopsia di ieri poi ha sgombrato il campo da ogni dubbio: prima delle fiamme c’è stata una aggressione, micidiale, violentissima continuata anche quando l’uomo è finito a terra. E nell’aggressione – non lo escludono gli inquirenti – è stato usato forse anche un corpo contundente (un bastone, una sbarra…), visto che le lesioni rilevate dall’esame autoptico alla testa e in altre parti del corpo sono considerate “di un certo rilievo”.

Con questo, ci sono anche altri punti ancora oscuri. Non é chiaro ancora se Cini fosse già morto quando il suo corpo è stato bruciato. Sembra proprio anzi che dall’autopsia sia emerso che non lo fosse, ma che fosse solo svenuto, anche se in condizioni disperate. Un altro anello tragico che si aggiunge a questa drammatica catena.
Nel fascicolo aperto dalla Procura si parla di “omicidio volontario”, ma le indagini hanno fatto solo i primi passi e non c’è finora nessun sospetto. Si seguono più piste, tutte difficili da mettere in moto, vista la figura specchiata della vittima. Si cercano di capire le sue ultime mosse, per trovare un filo che contribuisca a dipanare il giallo della Ferruccia. Non si esclude nessuna pista, e si guarda anche a quella della casa finita all’asta. Ma perchè?







