VENEZIA – L’ultimo film proiettato al Festiva di Venezia 80 dello scorso anno è stato “La società della neve”.
C’era appena stata la consegna dei premi ai film in concorso nonché il conseguente passaggio dei premiati sul red carpet. Molti dei fotografi presenti si stavano allontanando o l’avevano già fatto.

Nel mio caso, un ricordo che pensavo sopito, si è riaffacciato prepotentemente alla memoria costringendomi a restare. Ecco passare il regista, parte del cast ed alcuni dei veri protagonisti che hanno vissuto la terribile esperienza dell’aereo precipitato sulle Ande nel 1972.
All’epoca frequentavo le scuole medie e più esattamente la seconda. Venni a sapere dal telegiornale della terribile vicenda che mi colpì molto, tanto che ricordo di averci scritto un tema in cui mi chiedevo “come faranno i sopravvissuti, che si sono cibati dei cadaveri dei loro compagni, a guardare negli occhi i familiari al loro ritorno?”.
Il film racconta infatti la storia dei sopravvissuti all’incidente aereo del 13 ottobre 1972, quando il volo 571 con 45 persone a bordo proveniente dall’Uruguay e diretto in Cile si schiantò sulle Ande. Undici morirono subito, gli altri sopravvissero all’impatto ma solo 16 di loro riuscirono ad essere salvati dopo 72 giorni di drammatica sofferenza al freddo, alle intemperie ed alle scelte, sicuramente difficili, che dovettero affrontare.
Fra queste anche quella di cibarsi dei resti dei cadaveri per poter sopravvivere. Nel film questo aspetto non viene esaltato in maniera gratuita o fine a se stessa, eppure c’è e diventa un’ombra sottile, un disagio tangibile che avvolge la ricostruzione della storia.
Anche la religione è molto presente, i personaggi sono tutti cattolici, molti di loro dichiarano la loro disponibilità ad offrirsi agli altri qualora fossero deceduti. E’ un misto di sacralità e necessità terrene, un sacrificio che avrà come risultato finale quello di riscrivere una storia che sembrava destinata a finire male, per tutti.
Mi chiedo se saranno stati sufficienti i cinquant’anni trascorsi a dare una risposta alla mia domanda di studente delle medie.

Il film è visibile da gennaio su Netflix che lo ha anche prodotto. “La società della neve”, spagnolo, del regista J. A. Bayona è fra i cinque film in gara per l’ambizioso Oscar statunitense quale miglior fil straniero, assieme a “Io capitano” di Matteo Garrone.
La premiazione della 96ma edizione degli Academy Awards avrà luogo al Dolby Theatre di Hollywood. nella notte tra domenica 10 e lunedì 11 marzo.









