FIRENZE – Il calciomercato invernale si chiude per la Fiorentina con il “colpo” Belotti a rinforzare il reparto d’attacco.
Il trasferimento si è concretizzato nel penultimo giorno di mercato, ma è frutto di una trattativa impostata già da giorni dai dirigenti viola, che stavano attentamente monitorando la situazione dell’attaccante azzurro e valutando le aperture della Roma all’idea di un prestito fino a giugno con o senza diritto di riscatto. L’affondo decisivo è maturato martedì sera, grazie all’accordo tra le due società sulla formula del prestito secco e la volontà del giocatore di vestire per questa seconda parte di stagione la maglia viola, con la speranza di trovare maggiore spazio e guadagnarsi sul campo una possibile convocazione nella Nazionale di Spalletti per i prossimi campionati europei.
Un’accelerazione dovuta anche alla necessità di reperire una punta da inserire in un reparto in cui nè Nzola nè Beltran, i due volti nuovi di questa stagione e pagati complessivamente 25 milioni, hanno pienamente convinto. Se l’attaccante argentino ha come attenuante l’ambientamento in un campionato tattico come quello italiano e la necessità di imparare i movimenti giusti, per Nzola le prove d’appello sembrano già terminate e l’attaccante angolano, già allenato da mister Italiano ai tempi dello Spezia e con due campionati di Serie A alle spalle, sembra il lontano parente del giocatore rapido e concreto ammirato al “Picco”.
D’altra parte secondo i più critici è già il secondo anno che la Fiorentina in estate “sbaglia” la scelta della coppia d’attacco: a gennaio dello scorso anno i nomi erano diversi, ad alternarsi come prima punta al centro dell’attacco viola c’erano Cabral e Jovic, ma la musica era praticamente la stessa. Anche in questa prima parte di stagione Beltran e Nzola hanno messo insieme un totale di dieci reti in tutte le competizioni: troppo poche per l’attacco di una squadra impegnata su tre fronti e che ambisce ad arrivare fino in fondo nelle coppe e a conquistare un piazzamento europeo in campionato.

Nell’ultima partita casalinga contro l’Inter si respirava un certo malumore di una parte della “piazza” per un mercato che stentava a decollare e nei confronti di una società che in apparenza non si stava muovendo per risolvere il nodo dell’attaccante, a fronte di difficoltà ormai conclamate e dei tanti nomi di potenziali acquisti che iniziavano a girare ma senza basi molto concrete.
Barone e Pradè hanno lavorato sottotraccia, vagliando più profili e poi virando decisi su Andrea Belotti, una delle prime scelte della società viola sia per la fattibilità economica dell’affare, sia per le motivazioni che il giocatore ha subito messo in chiaro, manifestando tutto il suo entusiasmo per l’approdo a Firenze.
Sul fronte delle cessioni, via Mina e Brekalo, ormai ai margini del progetto viola, e via in prestito fino a giugno alcuni giovani per “farsi le ossa” altrove; si era ventilata anche la cessione in prestito di alcuni tra i giocatori che avevano più deluso in questa prima fase di stagione, primi fra tutti Nzola (ma per l’attaccante angolano non è giunta nessuna offerta concreta) Ikonè (si era ventilato un suo ritorno in Francia) e Barak (vicino al Cagliari), ma poi tutti e tre sono rimasti a Firenze e si giocheranno le loro carte per la conquista di un posto da titolari.
Discorso a parte merita il “caso” Bonaventura: per i commentatori più esperti delle questioni di calciomercato si è trattato di una “manovra di disturbo” della Juventus per stuzzicare le ambizioni del giocatore perché “forzasse la mano” con la dirigenza viola nell’ottica di un suo approdo immediato nella squadra bianconera, alla ricerca di un profilo d’esperienza da inserire a centrocampo. Ma la Fiorentina ha fatto chiaramente capire di non volersi privare del suo centrocampista dai piedi buoni in questa sessione di mercato, nonostante sia in scadenza di contratto.
I nuovi acquisti
La copertina non può essere che per lui, Andrea Belotti detto “il Gallo”, attaccante trentenne ex Palermo e Torino, prelevato dalla Roma in prestito oneroso (750mila euro) fino a giugno ma senza diritto di riscatto. Una “soluzione ponte” che in caso di prestazioni molto positive da parte del giocatore non chiude la porta a un’eventuale acquisto a titolo definitivo, che tuttavia dovrà essere contrattato a fine stagione con la dirigenza giallorossa.
Belotti in questa prima parte di stagione ha collezionato 22 presenze in tutte le competizioni, segnando tre reti in campionato e altrettante in Europa League: un bottino discreto, considerato lo scarso minutaggio e le molte presenze da subentrato, dal momento che sia Mourinho sia De Rossi lo hanno utilizzato nel ruolo di vice Lukaku. Dopo una scorsa annata molto negativa, conclusa a secco di goal, per Belotti l’approdo in viola significa la possibilità di rimettersi in gioco e di tornare, si spera, sui livelli di Torino, considerando anche le ambizioni personali e di squadra.

Chi è arrivato all’inizio di gennaio e si è già integrato in maniera molto positiva negli schemi della squadra è il terzino Davide Faraoni, acquistato in prestito con diritto di riscatto dal Verona per dare maggiore esperienza in un reparto molto “giovane” e dare fiato a Kayode in attesa del prossimo rientro di Dodò.
Le cessioni
Sul fronte delle partenze, priorità è stata data alla cessione in prestito di giovani provenienti dal vivaio che nei prossimi mesi avranno così la possibilità di giocare titolari in squadre di seconda fascia, potendo così maturare senza eccessive pressioni e acquisire esperienza di gioco. Sono partiti in prestito Niccolò Pierozzi alla Salernitana, Dimo Krastev alla Feralpisalò, Christian Dalle Mura e Lorenzo Amatucci alla Ternana. Ritorno in patria per l’esterno croato Josip Brekalo, acquistato dalla Fiorentina esattamente un anno fa ma che non ha mai convinto in viola e adesso, dopo un trasferimento sfumato alla Dinamo Zagabria, si accasa all’Hajduk Spalato in prestito oneroso.
Dopo sei mesi finisce anche l’avventura in viola di Yerry Mina, una delle “scommesse” dell’ultima sessione di mercato: il centrale colombiano ha sofferto diversi problemi fisici in questa prima parte di stagione e ha visto il campo con il contagocce, venendo impiegato alcune volte a partita in corso ma senza mai offrire quelle garanzie tali da poter entrare nelle rotazioni difensive. Si accasa al Cagliari a titolo gratuito e alla corte di Ranieri potrà cercare di trovare maggiore spazio in una squadra che ha bisogno della sua esperienza internazionale per raggiungere la salvezza.
Trattative sfumate o idee per giugno
Anche qui tanti i nomi circolati soprattutto negli ultimi giorni, tra suggestioni, idee sfumate e trattative reali che però per motivi tecnici o economici non sono riuscite a decollare o ad andare in porto. Come si sa il mercato “di riparazione” di gennaio non offre molte alternative: i tempi sono stretti e bisogna cogliere le occasioni trovando squadre disposte a privarsi di giocatori che non rientrano più nei loro piani tecnici oppure ad acquistare, quasi sempre in prestito con diritto di riscatto, giocatori considerati in esubero o bisognosi di rivalutarsi e riscattare una prima parte di stagione inferiore alle aspettative.

Tra i vari nomi accostati nelle ultime ore alla squadra viola, il più intrigante è stato senza dubbio quello del trequartista islandese Albert Gudmundsson, tra le rivelazioni di questo campionato con 9 reti e 2 assist in 20 presenze; la Fiorentina si era spinta fino ad offrire 25 milioni per il giocatore ma il Genoa ha fatto muro e non si è smosso dalla richiesta iniziale di 30 milioni cash per far partire il suo gioiellino.
Una trattativa forse imbastita troppo tardi dai dirigenti viola, che necessitava di più tempo per “ammorbidire” le richieste del Grifone trovare il punto di incontro tra domanda e offerta; ma l’idea di Gudmundsson è nata dopo i sondaggi compiuti ma poi non concretizzati per due esterni d’attacco, l’uruguaiano Brian Rodriguez del Club America e il belga Largie Ramazani dell’Almeria. Altre idee sondate dalla dirigenza viola sono state quelle legate al trequartista Valentin Carboni del Monza, ma in prestito dall’Inter, ai sudamericani Luciano Rodriguez del Nacional Montevideo e Everton del Flamengo, oltre al centrocampista svizzero Ruben Vargas dell’Augusta, a lungo corteggiato ma senza poi la convinzione di affondare il colpo decisivo.
Alcuni di questi nomi restano tuttavia ben impressi sul taccuino degli osservatori viola e potranno tornare “caldi” a giugno, in particolare se il reparto offensivo della squadra di italiano dovesse continuare a manifestare difficoltà di realizzazione.










