giovedì, Settembre 10, 2026

Nuotatori Pistoiesi, la “fabbrica” dei talenti. Dopo le medaglie di Doha parla Massimiliano Lombardi

di Stefano Di Cecio

PISTOIA – Cala il sipario sul Campionato del mondo di nuoto in acque libere che si è svolto all’Old Port di Doha, l’Italia chiude il mondiale del Qatar con un argento, un bronzo individuale e tre carte olimpiche. Gli azzurri della staffetta 4×1500 –  la pistoiese Giulia Gabbrielleschi, Arianna Bridi, Gregorio Paltrinieri e Domenico Acerenza – hanno vinto la medaglia d’argento alle spalle dell’Australia che ha vinto l’oro per soli venti centesimi di secondo. Pistoia ben presente quindi nei risultati  mondiali nonostante  la mancanza di strutture adeguate per questo sport nella nostra città.

Massimiliano Lombardi e Giulia Gabbrielleschi a Doha

Massimiliano Lombardi, della società Nuotatori Pistoiesi, “coach” di Giulia Gabbrielleschi. Lombardi è da decenni la figura di spicco del nuoto pistoiese, un tecnico che ha formato tanti campioni.

Prima di dedicarti all’attività di allenatore praticavi sport?

Sono stato un atleta ma con risultati modesti, ho sempre fatto sport dal triathlon, alla corsa, alla maratona.

Quando e perché hai deciso di dedicarti al nuoto e all’allenamento?

Da giovanissimo, avevo 22 anni. Ho scelto il nuoto perché ho sempre avuto un grande amore per l’acqua  Fin da bambino, quando ho imparato a nuotare nei fiumi. Quando sono state aperte le piscine ero già grande e ho cominciato quasi subito ad insegnare. Nel 1970 ho fatto i primi corsi come istruttore, nel 1971 quando aprì la piscina Silvano Fedi, con l’UISP e insieme ad altri, cominciammo a fare gli istruttori di nuoto. Fino a quel momento ci pensavano gli insegnanti di educazione fisica.

Giulia Gabbrielleschi con il presidente dei Nuotatori Pistoiesi Giancarlo Lotti

Cosa pensi del nuoto pistoiese?

Pistoia è una piccola città, con i pregi e i difetti di una città provinciale. Fra i difetti ce n’è uno grosso: non ha mai avuto una piscina. Quelle esistenti, in attività o meno, sono tutte “scolastiche” quindi con una servitù nei confronti delle scuole che ha sempre impedito un utilizzo al meglio delle loro disponibilità. Oltretutto si tratta di piscine obsolete, sia la Fedi che la Boario risalgono alla fine degli anni sessanta. Negli ultimi vent’anni, proprio a causa della mancanza di strutture adeguate, non sono mai state svolte gare a Pistoia e di conseguenza i miei atleti, che hanno gareggiato in tutto il mondo, a Pistoia non sono mai scesi in acqua.

Per gli allenamenti devi emigrare altrove?

Come società Nuotatori pistoiesi, siamo riusciti a creare un piccolo polo d’eccellenza fatto in casa. Da noi i ragazzi, tranne qualche rara eccezione, sono tutti pistoiesi, i tecnici sono tutti con una grande esperienza alle spalle, il mio staff è composto da miei ex nuotatori. Il presidente, Giancarlo Lotti, anch’egli pistoiese, ha iniziato a fare il dirigente perché padre di un atleta. Tutto ciò che siamo riusciti a costruire non è poco visto che abbiamo mandato 8 atleti in nazionale. Abbiamo avuto un’atleta, Alice Nesti, finalista alle Olimpiadi nella staffetta 4X200 di cui faceva parte parte anche la “divina” Federica Pellegrini, abbiamo avuto Niccolò Bonacchi, primatista assoluto per 8 anni, poi Vanni Mangoni, Raffaella Tius, Yari Venturi, Sheila Gironi e Giacomo Mungai.

Abbiamo partecipato con centinaia di atleti a rassegne di livello nazionale assoluto e di categoria. Siamo riusciti ad esprimere un altissimo livello qualitativo e di risultati. Tutto questo è stato possibile grazie alla combinazione di un gruppo dirigente valido, non tanto per managerialità, ma per empatia nel confronti dei tecnici e degli atleti. Il presidente Giancarlo Lotti e prima di lui Silvano Chiti, hanno dato  maggiore impulso a questa società nata dalla fusione di altre tre storiche: Centro Nuoto Pistoia, Boario Nuoto e DLF nuoto Pistoia.

La loro “visione” ha fatto sì che si riducesse il numero delle società non valorizzate a causa della scarsità di impianti esistenti, e si arrivasse ad avere un’unica società, più forte, più motivata e di qualità. Oltre ai dirigenti, vanno menzionati i collaboratori perché senza il loro apporto i risultati non sarebbero arrivati. Sto parlando di Alice Ieri, la mia vice l’altra “me stesso” che mi sostituisce durante le mie assenze. Poi ci sono Gaia Lombardi e Giovanni Biancalani. Sono costretto a emigrare piuttosto spesso per trovare ambienti di allenamento più adatti in vasche da 50 metri: Napoli, Livorno, Palermo, Siracusa e Trieste in Italia ma anche all’estero: Egitto, Sud Africa, Stati Uniti. Preparare una distanza da 5 km o da 10 in vasche da 25 metri  genera la sindrome del criceto che corre nella ruota. 

Massimiliano Lombardi

Da quanto tempo segui Giulia?

Adesso ha 27 anni, la seguo da quando ne aveva 12.

Parlaci dell’impresa di Doha

Siamo andati sapendo che lei avrebbe fatto la 5 Km e con il risultato di quella gara ci saremmo giocati l’accesso alla staffetta. Giulia nelle tre edizioni internazionali precedenti, i campionati europei e mondiali di Budapest, i campionati europei di Ostia nel 2022  ha sempre preso una medaglia individuale. Sapevano che questa manifestazione sarebbe stata molto più dura dal punto di vista qualitativo perché le gare qualificavano per le Olimpiadi.

Nella staffetta non era scontato arrivare alla medaglia, alla vigilia si pensava che in corsa per il podio ci fossero l’Australia, l’Ungheria, gli Stati Uniti, la Francia, la Germania e noi. Una delle più accreditate era sicuramente la Germania, penalizzata però dal fatto che partiva senza il loro migliore atleta, impegnato in altre gare.

Giulia, con la sua prima frazione ha immediatamente sfrondato il campo con oltre 40 secondi sui rivali, mettendo fuori gioco la Francia, l’Ungheria, la Germania e gli Stati Uniti, tant’è che tecnici di altre nazioni sono venuti da me mentre la gara era ancora in corso, a complimentarsi. A quel punto la lotta per la medaglia d’oro era fra noi e l’Australia. Nel finale, anche se solo di due decimi di secondo, ha prevalso l’australiano. Abbiamo perso un oro ma abbiamo portato a casa un argento importante. Ci siamo giocati tutto nell’imbuto ovvero l’ultima parte, meno di 50 metri, della gara di fondo. Nella gara mista 4 X 1500 devono partire due donne e due uomini nell’ordine a piacimento della nazione che gareggia. Noi abbiamo scelto come strategia di gara prima con le due donne e poi con gli uomini, stessa cosa ha fatto l’Australia.

Aneddoti curiosi del Qatar?

Tutti i ragazzi che conosco nel nuoto, quando vanno all’estero, sono dei mangiatori straordinari, potrebbero mangiarsi anche i tavolini. C’è la tendenza a organizzarsi in proprio, autonomamente. Qualcuno, non so come, si è portato a Doha una bresaola, una sera l’hanno portata a tavola ed hanno cominciato ad affettarla con un coltellaccio per poi distribuirsela.

A un certo punto è arrivato tutto lo staff dalle cucine, tutti in fibrillazione perché in Qatar non si può servire carne di maiale. La bresaola effettivamente, per forma ed aspetto, assomiglia al prosciutto, quindi gli addetti delle cucine erano disperati, a quel punto sono intervenuto spiegando loro in inglese che non si trattava di carne di maiale e si sono tranquillizzati.

I nuotatori pistoiesi

Progetti per il futuro?

L’ambizione è quella di andare alle olimpiadi di Parigi di quest’anno. Per Giulia non c’è stata la possibilità di partecipare alle qualifiche della 10 Km che si è svolta a Doha. Al momento c’è una situazione che ha riaperto le speranze anche se non è facile.

Mi spiego. Essendoci due posti disponibili per le donne alle Olimpiadi nell’unica gara di Open Water di 10 Km che viene svolta, fino ad ora l’Italia ne aveva coperto solo uno. Una delle due atlete che ha fatto la selezione infatti non è riuscita a entrare nel numero di atleti ammessi alle Olimpiadi. Il posto rimasto scoperto può essere occupato da un atleta che riesca ad ottenere il tempo di qualificazione olimpica nei 1500 metri. I posti disponibili in questa gara sono al massimo due, uno è sicuramente occupato da un atleta fortissima in quella distanza, Simona Quadarella. Il tempo limite di accesso della tabella A, per quei paesi che possono portare due atleti, è piuttosto stretto, ma abbiamo quattro mesi a disposizione per provare a fare quel tempo. 

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