venerdì, Settembre 11, 2026

Prato, sequestrati oltre 1 milione di accessori contraffatti

PRATO – La Guardia di Finanza di Prato ha individuato, nella zona industriale pratese, un’azienda dedita alla commercializzazione di prodotti in violazione alla normativa vigente a tutela dei marchi registrati nazionali ed esteri, sottoponendo a sequestro oltre 1.400.000 accessori per l’abbigliamento contraffatti e mille metri di tessuto contraffatto.

I responsabili sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria per il reato di commercializzazione di capi contraffatti.

L’azione di vigilanza e controllo svolta dalla Guardia di Finanza continuerà a colpire le fenomenologie criminali più radicate nel tessuto socio-economico del capoluogo con il fine di reprimere il fenomeno della contraffazione che rappresenta una delle priorità del Corpo, atteso che va a colpire, oltre ai diritti dei titolari, anche il corretto funzionamento del mercato. Nel breve termine, infatti, si riducono le vendite, diminuiscono i profitti e si contraggono i livelli di occupazione; nel lungo periodo, il rischio per le imprese si concretizza nella perdita di potere del marchio, provocata dalla concorrenza sleale.

Di seguito, si riportano gli esiti delle principali operazioni condotte nel 2023, sostanziatesi in oltre 70 specifici interventi, nel corso dei quali sono state contestate violazioni nei confronti di 54 responsabili e sottoposte a sequestro:

(1) 6 milioni di integratori alimentari in violazione di quanto previsto dal D. Lgs. 169/2004 per la loro commercializzazione, per un valore di € 500 mila;

(2) oltre 5,6 milioni di capi ed accessori per abbigliamento, per un valore di circa € 13 milioni;

(3) 20 cliché e 15 punzoni necessari alla stampa dei marchi contraffatti su tessuti, che avrebbero prodotto, in una sola giornata, oltre 85.000 capi di abbigliamento anonimi in capi contraffatti, per un valore commerciale di circa un milione di euro giornalieri.

APPROFONDIMENTI

Un recente studio dell’OCSE* evidenzia come il traffico di beni contraffatti rappresenta una minaccia in continua evoluzione, sia per portata che per dimensioni.

Il commercio illecito di prodotti contraffatti pone rischi significativi per l’innovazione, l’efficienza delle attività commerciali e il benessere dei consumatori e costituisce, al tempo stesso, una fonte di reddito essenziale per il crimine organizzato.

Per i consumatori, la contraffazione comporta pericoli rilevanti per la salute, la sicurezza e la riservatezza e può inoltre compromettere la soddisfazione del consumatore inconsapevole, quando quest’ultimo acquista falsi di scarsa qualità.

Per i titolari dei diritti e le aziende che operano legittimamente nel commercio al dettaglio, la contraffazione produce gravi perdite economiche, e, nel lungo periodo, erode il valore del marchio.

Per i governi, la contraffazione si traduce in perdite erariali, in maggiore disoccupazione e più elevate spese sostenute, per assicurare il rispetto della normativa anti contraffazione e per fare fronte alle minacce per la sicurezza pubblica e alle distorsioni nel mercato del lavoro.

Nel caso dell’Italia, in quanto economia moderna, innovativa e incentrata sulle esportazioni, si tratta di un fenomeno particolarmente dannoso. Il “Made in Italy” è, in sé e per sé, un brand internazionale pregiato e i contraffattori ne sono consapevoli.

Negli ultimi anni i contraffattori si sono concentrati sui settori chiave del manifatturiero italiano come abbigliamento, calzature e pelletteria e prodotti ottici. Ad esempio, l’industria italiana dell’abbigliamento ha perso quasi il 10% delle vendite a causa della contraffazione dei propri prodotti in tutto il mondo.

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