PISTOIA – “Leggiamo con perplessità dell’accordo tra l’Università degli Studi di Firenze e la Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia per l’ampliamento dei corsi universitari a Pistoia. Intanto, ci corre l’obbligo di ricordare che l’Ateneo fiorentino è presente anche a Pistoia da circa 30 anni con alcuni corsi; ma quello che ci lascia più allibiti è la totale assenza di coordinamento tra gli enti pubblici a partire dai Comuni interessati e dalla Regione Toscana. E’ naturale che l’ateneo del capoluogo toscano abbia un ruolo anche oltre i confini della ormai invivibile Firenze ma ci aspettavamo un coordinamento tra gli enti pubblici e un indirizzo generale degli enti stessi per il ruolo di sintesi della vita civile a cui dovrebbero ambire.

Invece sono le banche a offrire spazi per ricerca e formazione. Dimostrando ancora una volta chi decide e per cosa e come saranno indirizzati i nuovi corsi universitari.
È chiaro che l’assenza di dialogo non è dovuta a una incompatibilità politica: le Amministrazioni comunali di Pistoia e Firenze hanno sottoscritto larghe intese sul progetto della Multiutility. Fratelli d’Italia e PD hanno già dimostrato di concordare su come (non) gestire i beni comuni. Anche in questo caso ci viene da dire che c’è un comune disinteresse su una questione fondamentale come il rapporto tra Università pubblica, cultura (che è anche lavoro e vita) e territorio”.
La Segreteria provinciale di Rifondazione Comunista – S. E. di Pistoia










