PISTOIA – Presentato al pubblico oggi pomeriggio nella Sala Gatteschi della Biblioteca Forteguerriana l’ultimo numero (anno 2022) del Bullettino Storico Pistoiese, giunto alla sua 124ma pubblicazione.
Edito dalla Società Pistoiese di Storia Patria, il Bullettino è una rivista annuale specializzata sulla storia di Pistoia e del suo territorio, che nel corso dei decenni ha ospitato saggi e contributi di studiosi nei campi della storia politica e sociale, della storia dell’arte e dell’architettura, della storia economica, della storia religiosa e culturale.

In apertura di presentazione Luca Mannori, presidente della Società Pistoiese di Storia Patria, ha ricordato la “nota dolente” della perdurante assenza di una sede fisica della società dopo l’abbandono della sede storica di via dei Pappagalli a causa dei locali non più a norma, annunciando che le trattative con il Comune per un nuovo spazio sono tuttora in corso e nel giro dei prossimi mesi si auspica di poter trovare una soluzione condivisa.
Anche per questa ragione l’evento di oggi, al quale hanno preso parte numerosi soci dell’associazione o anche semplici appassionati, studiosi di storia locale, acquista un notevole importanza proprio come momento di incontro e riunione per una società che spera di poter ritrovare un luogo in cui sia possibile riprendere iniziative e attività di studio e ricerca a disposizione e a beneficio dell’intera cittadinanza.

“Questo ultimo numero del Bullettino spicca per un’estrema varietà di temi e questioni affrontate – ha sottolineato Mannori – che spaziano dalla storia politica a quella del diritto, da quella religiosa a quella dell’arte, con una cronologia anch’essa piuttosto ampia che parte dalla Pistoia dell’età comunale.
Ciò non è frutto del caso, ma dei continui e approfonditi studi compiuti su terreni già battuti, che, esaminati alla luce di nuove ricerche, fanno luce su aspetti specifici ma molto interessanti che testimoniano ancora una volta la grande vivacità e vitalità della storia di Pistoia nel periodo bassomedievale.
Abbiamo quindi riunito in questo numero cinque saggi critici di assoluto valore che ci auguriamo possano rappresentare non soltanto il punto di arrivo delle ricerche e degli studi sui documenti compiuti dai loro autori, ma anche utili strumenti di approfondimento per gli studiosi più giovani e per chiunque voglia interessarsi a tali aspetti”.
Il primo contributo, di Stefano Zamponi, fa luce su alcuni aspetti filologici relativi alla datazione e alla composizione degli Statuti pistoiesi del XII secolo, considerati da una lunga tradizione di studi come i capisaldi legislativi della Pistoia comunale. Il secondo saggio, di Nicola Bottari Scarfantoni, è il libro di cantiere del 1316 della fabbrica del Battistero di San Giovanni in Corte, che permette di ricostruire tutta la storia del processo di edificazione di questo monumento cittadino.

Si passa all’ambito della storia dell’arte con il terzo saggio di Ester Tronconi, che indaga le trasformazioni morfologiche e iconografiche subite nel corso del Seicento da una pittura trecentesca, la tavola con la Madonna del Carmelo di Montecatini Alto. Costantino Ceccanti ricostruisce la vicenda biografica e artistica di Jacopo e Giovanni Lafri, architetti nella Toscana granducale attivi anche a Pistoia; nell’ultimo saggio, Daniele Edigati ripercorre la storia e l’evoluzione attraverso i secoli dell’istituto pistoiese della Sapienza, soffermandosi sull’insegnamento del diritto a Pistoia nel corso del Settecento.
Oltre ai saggi critici, nel Bullettino trovano spazio come di consueto le “rassegne e dibattiti”, con gli interventi di Claudio Rosati e Nicola Becagli rispettivamente sul riuso e sul restauro, recentemente avvenuto, della chiesa romanica di San Salvatore a Pistoia, oltre al contributo di Alberto Coco sul fondo librario di Natale Rauty nella Biblioteca dei Domenicani di Pistoia. L’Archivum Pistoriense, spazio del Bullettino dedicato alla pubblicazione dei documenti storici, presenta in questo numero il contributo di Mario Bruschi con il “mortorio” (elenco di spese funerarie) del vescovo pistoiese Matteo Diamanti del 1425 e quello di Francesca Mari con alcune precisazioni e nuovi dati sulla commissione a Fra Bartolomeo della Pala Panciatichi per la chiesa di San Domenico di Pistoia.







