giovedì, Settembre 10, 2026

Massimo Popolizio si conferma il mattatore del teatro italiano

di Giacomo Martini

ROMA – Dal 9 febbraio al 3 marzo al Teatro Argentina di Roma è ritornato come protagonista assoluto Massimo Popolizio con “L’Albergo dei Poveri“ di Maksim Gork’ij, uno spettacolo dello stesso Popolizio, tratto dall’opera del grande scrittore russo con al riduzione teatrale di Emanuele Trevi, una produzione del Teatro di Roma-Teatro Nazionale e Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa.

L’attore Massimo Popolizio

Immediato il successo, il teatro è sempre pieno in ogni ordine di posti a conferma dell’importanza storica e culturale della scelta e del valore artistica dell’allestimento.

Dopo il trionfo di “Lehman Brother“, “Il Nemico Pubblico“, “M il figlio del secolo“, “Furore“, “Uno sguardo dal ponte“, solo per ricordare alcuni dei grandi successi a teatro, senza dimenticare i film e le serie tv, un ritorno molto atteso con “L’albergo dei Poveri“.

Un’operazione di recupero di grande rilievo storico ed artistico. Il lavoro di Gork’ij conosciuto con il titolo originale “I bassifondi o il dormitorio“ recuperato da Giorgio Strehler nel 1947 come titolo di inaugurazione del Piccolo Teatro di Milano, con il nuovo titolo “L’albergo dei poveri“.

Il testo è un grande dramma corale di denuncia sociale, la prima volta fu rappresentato a Mosca nel 1902, si propone in una chiave dove si mescolano insieme l’ironia amara, la riflessione filosofica e l’etica del destino in una drammaticità di chiaro stampo shakespeariano.

Il dramma coinvolge un notevole numero di attori che impongono alla regia la ricerca di continuo equilibrio narrativo ed emozionale. Il tutto si svolge e si consuma all’interno di uno spazio ridotto quasi soffocante, un rifugio di disperati, falliti e derelitti, alcolizzati che cercano disperatamente di non farsi travolgere dal loro inesorabile destino.

Con Massimo Popolizio nella parte del Pellegrino-Monaco una numerosa serie di attori, difficile ricordarli tutti, ma indispensabile sottolineare la loro bravura. Uno spettacolo da non perdere che dopo il successo romano inizierà un lungo cammino n ei maggiori teatri italiani. Da non perdere.

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