PESCIA – Le immagini della violenta repressione del corteo studentesco in piazza dei
Cavalieri a Pisa ci hanno lasciato sconfortati e senza parole. Quei fotogrammi
rappresentano la negazione di tutto quello in cui crediamo e per cui entriamo in
classe ogni mattina: una scuola plurale, inclusiva, educativa, una scuola di
democrazia.

La frattura che divide gli studenti dalla società che sono chiamati ad ereditare si fa
sempre più profonda (e pericolosa): spesso ci lamentiamo che gli alunni siano
passivi, che passino la loro vita davanti (e dietro) ad uno schermo ma quando
afferrano un’idea e la portano in piazza li reprimiamo. Come possiamo pensare ad
un’alleanza generazionale che dia un futuro a questo nostro Paese?
Così non va bene.
Caricare, brutalizzare e gettare a terra ragazzi scesi in piazza per manifestare
pacificamente la loro idea, condivisibile o meno, non è un segno di forza da parte
delle istituzioni ma di debolezza. Una ferita che fa male e che impiegherà molto
tempo a rimarginarsi.
Con questo documento intendiamo esprimere non solo una ferma condanna, ma
anche un forte sentimento di rabbia e delusione per quanto accaduto. Ci auguriamo
che i responsabili siano individuati e sanzionati senza remore, a tutti i livelli, sempre
nel rispetto delle libertà individuali e collettive così come sancite dalla nostra
Costituzione. Le stesse libertà che non sono state onorate da chi doveva mantenere
l’ordine in piazza del Cavalieri, da sempre luogo simbolo dello scambio culturale e umano che caratterizza non solo Pisa, ma tutta la Toscana.






