PISTOIA – La Galleria ME Vannucci (via Gorizia 122), ha premiato i vincitori del concorso per artisti under 35 “Una volta bastava un chiodo”, organizzato in ricordo di Enrico Vannucci, cofondatore della galleria nel 1959, recentemente scomparso.
La manifestazione è stata realizzata in collaborazione con l’associazione Utopias! e grazie al contributo Giovanisì – Regione Toscana nell’ambito di #Toscanaincontemporanea2023.
I premi sono stati consegnati ai vincitori da Nella Fedi, moglie dello storico gallerista pistoiese.

La competizione ha riscosso un notevole interesse vedendo la partecipazione di ben 98 giovani artisti. La giuria, composta da Massimiliano Vannucci, titolare della galleria, Marco Barbieri, collezionista, e Marco Bazzini, storico dell’arte, critico e curatore, ha valutato con attenzione la varietà dei contributi di diversa tipologia (opere pittoriche, progetti di installazioni, sculture, video, performance video e opere grafiche) pervenuti in conformità con le richieste per il concorso e, dopo approfondita discussione sulla qualità delle opere, ha deciso a maggioranza assoluta.

“Grandi oggetti blu”, primo classificato (fotografia di Giovanni Fedi)
Il primo premio è andato a Gianmarco Garbugli con l’opera “Grandi oggetti blu”, 2024, olio su tela 200×170 cm, con la seguente motivazione: “l’opera vincitrice utilizza la pittura come mezzo espressivo quasi scultoreo, i grandi oggetti blu si stagliano come figure tridimensionali nello spazio con una consistenza architettonica dal sapore metafisico; l’ambiguità dell’oggetto data anche dalla dimensione dell’opera apre a una dimensione interlocutoria tra il dipingere e la realtà.”

“Spogliato-io”, secondo classificato ex aequo (fotografia di Giovanni Fedi)
Secondi classificati ex aequo, sono stati Jessica Brunelli, con il dittico, stampato fineart su dibond, “spogliato-io”, 2024, cm. 140X85 per ogni immagine, e Abdel Karim Ougri, con il video digitale multicanale in bianco e nero “nachgefuhl”, 2023, della durata di 4,00 minuti.
Le rispettive motivazioni.
“Nelle fotografie l’artista pone l’attenzione verso l’individuazione del corpo femminile non più come terminale per la cura ma come organismo da curare e da proteggere quale condizione oggi delle donne. Un lavoro intimo e allo stesso tempo fortemente contemporaneo e sociale”
“Nel video un ambiente di lavoro diviene il pretesto per una dimensione personale che si fa incerta e vacillante nelle inquadrature. Mentre la preghiera da rituale individuale diventa colonna sonora delle azioni vissute da migranti nelle cucine italiane.”

La giuria ha altresì convenuto, considerato il valore di molte delle opere proposte, di estendere la partecipazione alla mostra di fine estate, che raccoglierà il lavoro dei vincitori, anche ad altri sette autori selezionati come sotto indicato.
Lisha Lang “per la interessante riflessione sull’identità”; Roberto Orlando “per l’approccio personale e ricco di tematiche all’opera pittorica”; Giorgia Mascitti “per la qualità del disegno espressa nelle forme di una vertigine fantastica e surreale”; Alessio Barchitta “per una ricerca sull’oggetto attraverso i più nascosti lati oscuri che permettono di aprire nuove condizioni del reale”; Gianlorenzo Nardi “per l’impiego di oggetti quotidiani decontestualizzati che assurgono a nuova vita rimandando al lavoro dell’uomo e al suo nomadismo”; Andrea Alkin Reggioli “per l’impiego di diversi linguaggi artistici – video, musica, danza – che amalgamandosi fra loro danno vita ad un unicum ritmico-dinamico trascendentale”; Francesca Rossello “per la riflessione sulla necessità di ascolto della natura al fine della sua tutela e dell’essere umano che con essa interagisce”.

Al termine della manifestazione Massimiliano Vannucci e Nella Fedi hanno commentato il buon esito della giornata.

Massimiliano Vannucci: “L’idea di un concorso diretto ai giovani artisti per noi rappresenta uno strumento per conoscere le nuove generazioni che escono fresche dall’accademia. Ci siamo inseriti come anello di congiunzione tra le aspettative degli studenti e il mercato che invece è molto più brutale e ci troviamo bene non solo perché facciamo scouting, ma contribuiamo a educare i futuri protagonisti del mondo dell’arte. Questa attività si ricollega strettamente a quella che è stata la filosofia della galleria e del mio babbo fino dall’apertura della galleria. La sua vocazione è sempre stata quella di prendere i giovani e dargli una opportunità per essere conosciuti. Un esploratore che ha percorso campi diversi da quelli che io avrei scelto, ma sarebbe stato bello ci fosse stato anche lui in questa selezione perché si sarebbe sicuramente divertito. Aveva visto sicuramente molte più cose rispetto a me, soprattutto riguardo alla pittura, e avrebbe detto la sua. In prospettiva, è nostro intento ripetere l’esperienza a intervalli regolari sperando di raccogliere tutte le energie e le risorse che possono sostenere la sua buona riuscita.

Nella Fedi: “È stata una grande gioia perché con questo concorso e la mostra si ricorda Enrico. I partecipanti sono tutti giovani e io sono affascinata dalla loro presenza e da quella delle persone che seguono con affetto e costanza la galleria. Ringrazio tutti e al prossimo appuntamento.”









