PISTOIA – Una lettera indirizzata al Sindaco Alessandro Tomasi a firma di 42 residenti del quartiere di San Lorenzo. “I lavori di riqualificazione di piazza San Bartolomeo sono stati,
purtroppo, l’ennesima prova del poco interesse di questa Amministrazione a dialogare con el cittadine e i cittadini di Pistoia. Non solo con i residenti nel quartiere” scrivono i residenti.
Di seguito la lettera integrale.
“Sono forse state fatte assemblee per illustrare li progetto? Non ci risulta. Anche piazza San Bartolomeo, ovvero la porzione opposta alla chiesa, come la contigua piazza San Lorenzo, aveva bisogno di una riqualificazione. Negli ultimi anni era diventata un grande parcheggio abusivo ampiamente tollerato. Le barriere che in precedenza ne impedivano l’accesso – in
sostanza solo grandi vasi di piante – erano state tolte. Insieme a loro erano spariti i pochi arredi a verde e le panchine in legno con comode spalliere. Sicuramente tutto veniva tolto per “il San Bartolomeo”, quando c’era bisogno di spazio per banchi di chicchi e giochi.
Solo che, dopo i pochi giorni canonici, dal 22 al 25 agosto di ogni anno, nessuno si dava la pena di ripristinare lo stato dell’arte preesistente, contribuendo così a dare li “là” al deserto e al conseguente parcheggio selvaggio” continuano i residenti.
“Per questo, quando abbiamo visto iniziare i lavori abbiano pensato: finalmente niente più vetture, finalmente una bella piazza. Restava li problema, non da poco, di non aver attrezzato adeguati nuovi parcheggi. La stessa situazione purtroppo si verifica in piazza San Lorenzo e nell’attuale “ex area pedonale” di piazza Giovanni XXI. Da settembre
nell’area dietro via della Crocetta pare ci saranno circa cento nuovi posti parcheggio. Comunque pochi”.
“Ma torniamo a piazza San Bartolomeo. Sono state installate tante sedute, troppe, a nostro avviso, quasi un labirinto di monoliti bianchi, per l’esattezza è li modello “Lithos monolitico color kashmir white”. Le guardi e vedi 24 parallelepipedi bassi, senza zampe, senza spalliera, messi a croce con dei Ginkgo Biloba (sopravviveranno?) al centro. Le sedute non solo sono lugubri e cimiteriali, ma saranno gelide d’inverno e bollenti d’estate. Sarebbe stato molto meglio che le sedute fossero rivestite in legno”.
“Possiamo dire che, anche rispettando sostanzialmente li progetto, fra tutte le soluzioni presenti nel catalogo della ditta fornitrice sono state scelte le più brutte? O forse erano le più economiche? La nuova piazza ha quattro lampade che ricordano dei ceri (i maligni ora la chiamano la piazza dei ceri e dei sarcofagi), e nonostante i pali di sostegno siano stati tagliati in tutta fretta, e quindi adesso siano più bassi e meno invasivi, mantengono una luce bianca che abbacina. Purtroppo siamo consapevoli che i”ceri” non saranno sostituiti, mentre siamo speranzosi sulle sedute e le spalliere di legno, cosa possibile in modo
semplice poiché la ditta produttrice offre una vasta gamma di soluzioni da aggiungere ai moduli senza modificarli. Lo chiediamo, perché guardare la piazza com’è adesso ci fa star male. E non perché è una realizzazione dal sapore contemporaneo a lato della straordinaria chiesa Romanica avrebbe potuto creare un contrasto gradevole e affascinante. Purtroppo, secondo noi, non è stato così”.
“Che dire poi della istallazione a croce davanti alla chiesa, di cui davvero si fatica a comprendere li senso. Sorvoliamo anche sul fatto che per completare l’opera, a delimitare le aree sono stati installati “pioli” di acciaio da “supermercato” del tipo basico senza segnalatori luminosi o riflettenti, cosa su cui ci saranno sicuramente altre polemiche”.
“Allora cosa chiediamo al Comune? Di migliorarla un poco, e, qualora non fosse già previsto (ma nel rendering pubblicato non ce n’è traccia) di integrare i monoliti con sedute in legno e qualche spalliera. L’aspetto sarebbe più accogliente, li progetto resterebbe sostanzialmente invariato e si incrementerebbe l’utilizzo della piazza e della vita di relazione. Aggiungiamo la richiesta di installare cestini per i rifiuti, sempre indispensabili, visto che attualmente sono stati rimossi tutti, e infine di inserire almeno una rastrelliera per le soste delle biciclette ed evitare di ritrovarle appoggiate a casaccio alle facciate delle abitazioni”.







