di Simone Tofani
FIRENZE – Sono passati 30 anni da quando i loro dischi erano autoprodotti solamente su musicassetta.
Eh sì, la musica indipendente in origine era proprio così, si andava al live del gruppo preferito e in una bancarella, quando andava bene, c’erano delle “cassette” con scritto sopra a pennarello il titolo e a penna nel libriccino i titoli delle canzoni e a volte qualche messaggio o disegno speciale, custodito gelosamente da i fortunati possessori.

Per il mondo moderno una cosa abbastanza arcaica, dato che sono “solo” passati 30 anni, forse perchè erano un “Mondo naïf” come da titolo del loro primo album. Trent’anni di Tre Allegri Ragazzi Morti, nati dalla mente del chitarrista e fumettista Davide Toffolo, volto noto del panorama punk rock degli anni Settanta, periodo in cui Pordenone era l’epicentro di questo genere musicale.
Da lì e da quei primi live con cassette annesse, le cose si sono evolute e non poco, ma lo spirito è rimasto sempre lo stesso, avvolto da una costante creatività libertina, che gli fa calcare il palco ogni volta con una carica unica. Unica come la maschera da “Ragazzo morto”, scelta per denunciare della mercificazione dell’identità del musicista, cosa che li ha poi indirizzati nel percorso di creare un’etichetta indipendente.
Indossata come ogni volta, anche qui sul palco del Viper Theatre in una eterna giovinezza, nel tour di presentazione del nuovo disco “Garage Pordenone”, che celebra i 30 anni di carriera e trasforma il 2024 in un anno di festa.

Un anno per dire a tutti nuovamente, “Venghino, Signori, venghino, in questa bellissima plaza, l’incredibile spettaculo dei Tre Allegri Ragazzi Morti. Tre Allegri Ragazzi Morti, canteranno, suoneranno e balleranno per voi, l’incredibile spettaculo della vita, l’incredibile spettaculo della muerte”.
E lo “spettaculo” è veramente bellissimo, un bagno di folla in un costante canto da parte di tutto il pubblico dietro, anche loro, a maschere che si illuminano con la luce UV. C’è tempo per pezzi storici e per quelli dell’ultimo album, nel quale si sente una crescita a livello sia musicale, che di maturità nell’ironia dei testi, ma pur sempre fedele allo spirito sempre cristallino e diretto del gruppo, che ha fatto negli anni dei suoi testi taglienti e un po’ fiabeschi la loro firma, legata indelebilmente con i fumetti dello stesso Toffolo, sempre presenti.

Unico rimpianto? Che le due ore sono passate troppo velocemente.









