mercoledì, Settembre 9, 2026

La Pistoia-Abetone, il mito. La maratona più lunga di una maratona, più dura di una cento chilometri “classica”

PISTOIA – La Pistoia-Abetone è una corsa terribile, soprattutto per l’atipicità del percorso che presenta solamente 5 km di falsopiano nella fase iniziale, per poi dare luogo ad un alternarsi estenuante di salita e discesa. La prima prevale (ben 31 km), ma anche i tratti di discesa costituiscono un banco di prova severo ed impegnativo. Spezzano il ritmo e sono causa di crampi negli atleti.
Il via è alle 7.30 dalla storica piazza del Duomo e, passando per Via Dalmazia e Capostrada,
i super maratoneti raggiungono Ponte Calcaiola dove imboccando la Statale 66 lungo la quale si snoderà gran parte della gara. Il traguardo volante è fissato a Le Piastre (14 km), dopo quasi 9 km di ascesa con pendenza media del 7% e rampe anche al 10% (il tratto più impegnativo è nell’attraversamento dell’abitato di Piazza). La successiva Valle del Reno (6 km in leggera discesa per raggiungere Pontepetri) facilita le alte velocità, ma può invogliare gli atleti a spendere più energie del necessario, dispendio pagato a caro prezzo nel finale della corsa.

A Tafoni e Maresca (23° Km) la strada risale verso il Monte Oppio per poi tuffarsi in picchiata verso Gavinana e quindi a San Marcello, dove si trova il traguardo intermedio (30 km). Ancora in discesa (tratti al 10%) verso Mammiano e La Lima (33 km), luogo di inizio della scalata finale.

La Pistoia-Abetone

Diciassette chilometri di salita (pendenza media 5,5%) con un primo tratto (fino a Casotti di Cutigliano) apparentemente abbordabile, ma in realtà ideale per “impiombare” i muscoli di atleti già provati per lo sforzo e un finale crudele con 13 km di arrampicata piena di tornanti (con punte del 12% nell’abitato di Pianosinatico), per raggiungere il traguardo di piazza delle  Piramidi, ove si celebra l’apoteosi per tutti coloro in grado di completare la massacrante competizione, l’ultra maratona in salita su strada più famosa del mondo.
Quello che non è stato detto lo lasciamo alle parole dell’indimenticabile Sergio Pozzi, il cui record della corsa ha resistito per ben 25 anni.

Sergio Pozzi al traguardo dell’Abetone nel 1982

«La prova è una di quelle per uomini veri. Se la maratona è dura, la Pistoia– Abetone lo è molto di più. Devi calcolare tutto, tenendo d’occhio i tornanti che mancano all’arrivo e prendere un passo corto senza strappi. Tre sono le regole da rispettare se si vuole arrivare con soddisfazione in cima all’Abetone: partire con grande prudenza; affrontare molto lentamente i 7 Km di discesa da Gavinana a La Lima; non curarsi mai dei distacchi degli avversari diretti. Nel 1981 sono arrivato ad avere un ritardo dai primi di oltre 7 minuti, eppure ho vinto lo stesso». 

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