mercoledì, Settembre 9, 2026

Incomprensibile NO alla mozione sulla Sanità al Comune di Pistoia

PISTOIA – “Tanti onori corrispondono sempre a tanta responsabilità.

Una responsabilità che ieri il Consiglio Comunale ha deciso di non affidare alla vicesindaco Anna Maria Celesti, Presidente della Società della Salute Pistoiese.

Qui si aprono più ipotesi: il voto di astensione è stato deciso dalla Giunta e richiesto a tutti i suoi consiglieri? La maggioranza ha ritenuto di non assegnare fiducia alla Società della Salute e al suo Presidente rispetto a quanto chiedeva la mozione? Oppure, più prosaicamente, la maggioranza  esprime voto contrario a tutte le mozioni presentate dal gruppo Civici e Riformisti,  anche se sono nell’interesse della cittadinanza?

Tina Nuti

Positivo è stato il voto compatto a favore della mozione di tutta la minoranza.

Di salute e di sanità tratta la mozione.

A Pistoia grazie ai fondi PNNR e alla Regione Toscana sono arrivati in totale circa 12 milioni. Di questi   6.2 milioni finanziano 8 progetti della Società della Salute che è stata capace di presentare proposte in particolare per la popolazione anziana e disabile e per i cittadini più fragili. Fra questi progetti c’è anche il  recupero dell’ex Radiologia che sarà trasformato al primo piano in  alloggi per l’autonomia di persone disabili e al piano terra come punto di accesso per chi non sa dove andare come i senza fissa dimora.

Gli altri  5,6 milioni sono stati assegnati dalla Regione Toscana ad ASL per i lavori all’interno del Padiglione Cassa di Risparmio. L’edificio oggi è utilizzato in minima parte rispetto alle sue potenzialità. I fondi sono stati assegnati affinchè diventi un vero e proprio centro di eccellenza per la tanto attesa sanità territoriale.

I  tre piani del padiglione hanno già degli spazi funzionanti come il punto prelievi e  vaccini al piano terra, i letti di cure intermedie che occupano una parte del secondo e del terzo  piano e l’odontoiatria. Molto dovrà ancora essere fatto  nell’edificio, ad iniziare dall’Ospedale di Comunità con i relativi locali di servizio ed uffici per il personale per  finire con il recupero dello storico  ingresso  a sala di attesa moderna e funzionale.  

L’Ospedale di Comunità va oltre il concetto di letti di cure intermedie; si tratta di realizzare un altro sistema ospedaliero per  sopperire al sovraffollamento del San Jacopo e per permettere la cura di pazienti affetti da patologie croniche che necessitano di un livello di assistenza impossibile a casa, ma non della  sorveglianza medica dell’ospedale.

Il padiglione dovrà essere la sede di due COT, ossia la Centrale Operativa Territoriale, aperte 7 giorni su 7 e che funzioneranno come una cabina di regia per coordinare il lavoro dei medici di medicina generale, degli specialisti, degli  assistenti sociali e se necessario anche del  fisioterapista, in modo da seguire insieme i pazienti che escono dall’ospedale, ma hanno ancora bisogno di assistenza presso le loro abitazioni; un’assistenza programmata e senza dover rincorrere a difficili e lontane prenotazioni.  Saranno spostati in questo immobile  servizi dedicati alle donne: il centro donne, la ginecologia, la senologia, l’ostetricia e poi la Salute Mentale Infanzia e Adolescenza e  il Laboratorio ausili per le persone con disabilità. E ancora ambulatori specialistici, ambulatori di medici di medicina generale, servizi infermieristici, assistenti sociali del Comune di Asl.

L’edificio è grande, ma le funzioni sono tantissime. E il progetto presentato da Asl sul Padiglione prevede opere di ripristino delle zone e degli impianti ammalorati e sostituzioni di infissi, di pavimentazioni, di sanitari. L’edificio ha rilevanza storica e non può essere certo stravolto, ma al contempo dovrebbe essere modificato per accogliere al meglio tutte queste funzioni. Che pur essendo tutte socio-sanitarie hanno bisogno della loro autonomia e riservatezza.

L’interesse per come ASL realizza i  propri edifici e come utilizza gli spazi non è cosa nuova, infatti  nel 2012  Tomasi e gran parte della attuale Giunta  chiedevano di conoscere e  come avrebbero funzionato i vari reparti del San Jacopo, allargandosi anche a suggerimenti  di natura tecnica.  La mia mozione non chiede di dare suggerimenti tecnici, non ne ho le competenze, ma  politicamente chiede che la Società della Salute segua i lavori e dia indicazioni su come organizzare gli spazi, in modo che siano funzionalmente adatti a dare servizi ai cittadini dal momento che è proprio la Società della Salute e non ASL il soggetto che ha, per legge, la  responsabilità primaria dell’organizzazione e della futura gestione di tutte le attività socio sanitarie del territorio.

Il maggior livello di confronto e di colloquio fra ASL e Società della Salute sicuramente  avrebbe aiutato a far entrare tutti i servizi in modo efficiente ed organico per rispondere al meglio ai bisogni dei cittadini.

Proprio per la rilevanza di questo momento, per la presenza di abbondanti risorse economiche a disposizione oggi e non nel futuro, per la difficoltà che i cittadini pistoiesi giornalmente sperimentano quando si avvicinano alla sanità del territorio, per poter richiedere maggiori risorse di personale, era di fondamentale importanza rafforzare il ruolo del Presidente della nostra Società della Salute.

Tina Nuti, Capogruppo Civici e Riformisti

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