mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia Blues al via con la musica senza confini dei Calexico

PISTOIA – Siete mai stati a Tijuana, al confine tra Stati Uniti e Messico? Avete mai letto un libro di Cormac McCathy? Avete mai visto un film western di Sergio Leone, con le musiche di Ennio Morricone?

Ebbene, assistere ad un concerto dei Calexico è un po’ tutte queste cose insieme. Il gruppo americano fondato da Joey Burns e John Convertino, originari di Tucson in Arizona, che si è esibito alla Fortezza Santa Barbara nell’ambito del Pistoia Blues, prende il nome dalla cittadina di Calexico, California del sud al confine con il Messico, il cui toponimo unisce i due nomi.

I Calexico in concerto a Pistoia (fotografie di Simone Chelucci)

Non poteva quindi che uscirne una sonorità che mescola i colori, gli odori e le atmosfere di quelle zone. Una musica di frontiera, contaminata dalle tradizioni e dagli scambi reciproci di esperienze e caratteri che nascono da quei territori aridi e polverosi. Da qualsiasi luogo di confine, dove gli uomini hanno messo un segno, un muro, una barriera, che la natura e la cultura non riescono a contemplare.

I Calexico hanno passato gran parte della loro oramai trentennale carriera esplorando e superando questi confini, creando armonie e ritmi personali, impregnati di influenze cinematografiche e di desertici paesaggi spazzati dal vento.

Il loro originale stile musicale, perciò, non può che essere influenzato da elementi della tradizione country-folk americana, con suggestioni mariachi, post-rock, jazz e dalle numerose collaborazioni con altri artisti incontrati sulla loro strada.

Poi c’è il palco, lo spettacolo, i ritmi travolgenti che coinvolgono il pubblico accorso numeroso, ma forse non quanto avrebbero meritato e raccolto se il concerto si fosse tenuto in una location più ampia. E quando ci si diverte il tempo vola via in fretta. Le due ore dell’esibizione alla fine sono sembrate un soffio. Con i fans che si sono riversati sotto il palco per un entusiasmante finale di danze al ritmo di cumbia.

Si balla, le sedie non servono più. Non ci sono più barriere, né confini. Il concerto diventa una festa, finché non si spengono le luci ed il buio e la notte inghiottiscono tanta gente stremata, ma felice.

Related Articles

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

ULTIMI ARTICOLI