di Letizia Gaeta
PISTOIA – Piazza del Duomo di Pistoia si tinge di “Blue”, nella serata di venerdì 5 luglio, per l’attesissimo concerto della boy band britannica che ha segnato i primi anni Duemila con hit intramontabili quali “One Love” e “Easy Breath”, famosa in Italia per essere stata adattata da Tiziano Ferro e incisa dagli stessi Blue con il titolo “A chi mi dice”.
I quattro “ragazzi terribili” di Londra hanno “costituito la colonna sonora dei primi amori e delle prime pene”, come ricordato da Giulia (una fan ormai donna che li ascoltava da giovanissima), facendo piangere e impazzire folle di bambine, ragazze e adolescenti che non li hanno mai dimenticati e che sono accorsi numerosissimi per rivivere con loro una notte indimenticabile piena di ricordi e di un pizzico di nostalgia.

A distanza di oltre vent’anni dal successo inatteso dei primi tre album “All Rise”, “One Love” e “Guilty” l’affetto dei fan nei confronti di Antony Costa, Duncan James, Lee Ryan e Simon Webbe non è mutato di una virgola nonostante scioglimenti, progetti solisti e reunion.
La storia dei Blue è stata una vera propria montagna russa di emozioni e non solo: dopo il boom iniziale, nel 2005 scelsero di esplorare carriere soliste, per poi tornare nel 2011 con la canzone “I Can” con cui parteciparono all’Eurovision Song Contest. Nel 2015 il gruppo si sciolse nuovamente, rimanendo silente per ben sette anni, fino a quando nel 2022 i quattro membri sono finalmente tornati con un nuovo album “Heart and Soul”, riprendendo anche le attività live.
Il pubblico italiano che durante tutti questi anni non ha mai fatto mancare il proprio affetto alla band, ha accolto con grande entusiasmo il loro ritorno sui palchi della penisola e a Pistoia non è stato certamente diverso.
Il concerto dei Blue di ieri sera è stato per gran parte di quelle bambine, adolescenti e ventenni degli anni 2000 un ritorno alle origini, a un passato ricco di spensieratezza così come di piccole delusioni, che le ha viste crescere e diventare donne adulte.
Per questo motivo già dalle 18.30 in tante, grazie a un accesso riservato, erano pronte ad aspettare l’arrivo di coloro che hanno caratterizzato una fetta della loro vita e a cui sono indissolubilmente legate.

Poi arriva il loro momento: le luci si spengono, sullo schermo compare la scritta “Blue” e Duncan, Lee, Simon e Antony fanno il loro ingresso sul palco sulle note di “All Rise”. A quel punto tutta Piazza del Duomo inizia a cantare, a urlare e a ballare, emozionandosi per tutto ciò che una semplice canzone e una semplice boy band possono significare. É quasi come essere entrati in un arco spazio temporale in cui tutti, per poco più di un’ora, possono tornare a sognare.
E così, a raffica, i Blue cantano uno dietro l’altro i brani con cui hanno segnato un’intera generazione, intervallandoli con pezzi del più recente passato tra cui “Heart and Soul”.
In scena solo loro quattro, le loro voci, ognuna diversa dall’altra, e quei passi di danza che ancora oggi restano un marchio di fabbrica conosciuto e ballato da tutti i fan. La scaletta è quella delle grandi occasioni e ripercorre gran parte del loro successo, ma che lascia anche spazio al nuovo che avanza con il brano “My city”.
Insomma quei quattro ragazzi di Londra, ormai quarantenni, non sembrano avere nessuna intenzione di fermarsi per buona pace di tutti i ragazzi e le ragazze, ormai non più così giovani, che hanno continuato a vivere in un sogno con loro.









