mercoledì, Settembre 9, 2026

‘Truffa dello specchietto’, un nostro lettore racconta una storia finita bene

QUARRATA – Un racconto che un nostro lettore, Fabrizio (ma il messaggio è firmato con nome e cognome), fa per quella che lui stesso definisce “una segnalazione per motivi di pubblica utilità”. E’ la storia, una delle tante ma tutte con elementi che le accomunano, della “truffa dello specchietto”.

Questa volta il punto in cui è scattata, alle 9.20 di ieri mattina, è via Montalbano a Quarrata. Fabrizio si trovava a passare di lì per motivi di lavoro, in prossimità del semaforo che immette sulla Fiorentina, per far ritorno a Pistoia.

“Ho sentito un rumore, tipo sasso lanciato contro l’auto o che si stacca da uno pneumatico.
Non ho notato niente ed ero sicuro di non aver urtato niente e nessuno. Al semaforo mi ha affiancato un tipo sospetto, con forte accento meridionale, maglietta
arancione, folta barba scura, auto Audi A3 nera”.

E’ un sistema ormai verificato che si ripete. Poi cominciano i toni violenti. E Fabrizio capisce di essere preso di mira dalla “truffa dello specchietto”. Alle minacce risponde chiedendo scusa e sperando che tutto finisca lì.

“Niente da fare: quell’uomo mi ha inseguito ed ho dovuto fermarmi sulla Via Fiorentina.
Sono sceso, ma ho commesso l’errore di non cercare di leggere subito la targa.
Il tizio, come consueto, ha continuato a usare toni poco rassicuranti ed ha minacciato
di chiamare i Vigili Urbani…”

Tutta scena, naturalmente. E quando Fabrizio prende il telefono e dice che avrebbe chiamato il 112 per fare i rilievi, la tensione si attenua. “L’uomo mi ha detto che in fondo non era successo niente di grave. Risaliti in auto, ho visto che aspettava che andassi via.
Poi si è deciso a partire ed ho provato a fare un video con il telefono puntato sullo specchietto.
Se n’è accorto! E’ sceso ed ha preso a minacciare, piantandosi davanti allo sportello per non farmi scendere, perché avevo cercato di prendere la targa”.

“Comunque, almeno l’audio delle invettive l’ho registrato. Sono andato subito dai Carabinieri, ma mi hanno detto che senza numero di targa non si può fare denuncia.”

A Fabrizio, che è comunque riuscito a cavarsela senza ‘contrattare’ e risarcire un danno che non c’è, è successo quello che spesso è la regola in questi casi: impossibile la denuncia e la truffa dello specchietto rimane impunita. Pronta a ripetersi.

Per fortuna è stato al centro solo di una brutta avventura finita bene. Alla fine si spiega – e ci spiega – come si è svolta la storia: “due persone a bordo strada, vicino a un’auto fanno finta di parlare gesticolando. Quando passa la vittima prescelta tirano qualcosa contro l’auto. Poi il soggetto si affianca e facendo finta di indicare il danno colpisce con una mano lo specchietto della vittima, con qualcosa di comma nera in mano per lasciare una strisciata”.
E’ l’inizio, che può avere diverse varianti, della truffa dello specchietto. E purtroppo il finale non è sempre quello toccato a Fabrizio. (m.d.)

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