mercoledì, Settembre 9, 2026

“A spasso nel tempo”, vecchi mezzi di soccorso e ‘Smart Ambulance’ a Casalguidi

di Caterina Benini

CASALGUIDI – Un tuffo nel passato a Casalguidi grazie all’iniziativa “A spasso nel tempo…” organizzata sabato 13 luglio dalla Misericordia di Casalguidi e Cantagrillo con il raduno di mezzi di soccorso storici. L’evento è stato patrocinato dal Comune di Serravalle Pistoiese. A fianco delle ambulanze e di altri mezzi di soccorso che hanno attraversato il ‘900 era presente un’ambulanza del futuro la Smart Ambulance, il prototipo di un mezzo avveniristico con apparecchiature di alta ingegneria che dimostra cosa si può realizzare negli anni a venire per rendere il servizio sempre più efficace ed efficiente. L’iniziativa rientra nel fitto calendario di eventi programmato dalla Misericordia di Casalguidi e Cantagrillo in occasione dei 50 anni dalla sua fondazione.

In piazza Vittorio Veneto erano parcheggiati circa 15 mezzi provenienti da varie parti d’Italia e da comuni vicini. Da Genova sono arrivati alcuni mezzi grazie alla passione e la perseveranza di appassionati che nel tempo hanno recuperato e restaurato vecchie ambulanze.

Presenti il “Gruppo storico Croce Rossa Campomoroni” insieme ad Aldo Sciaccaluga e la fondazione Marrazzato. Tutti i mezzi sono stati messi in strada e hanno ffrontato il viaggio per arrivare fino a Casalguidi.

Gli automezzi vanno dagli anni ’60 agli anni ’90. Tra questi una Fiat Panda 4×4, molto particolare che è stata allungata (per permettere alla barella di entrare) e rialzata. Questa ambulanza era utilizzata in Sardegna per percorrere strade impervie di montagna. La Fiat Campagnola invece operava ad Aosta mentre la motoslitta a Vigo di Fassa. Esposti inoltre tre Fiat 238 del 1968 della Fondazione Marrazzato, un Mercedes prima serie del 1983 della Croce Bianca di Milano, una Peugeot 504, un Fiat 125 del 1971 mentre da Chiesina Uzzanese è arrivato un Fiat 238 carrozzato Mariani. Da Prato grazie alla passione di Enrico Capecchi, che da 40 anni recupera mezzi militari e dei vigili del fuoco, si è potuto ammirare un vecchio 515. A Prato Capecchi ha allestito un museo che vanta 9 mezzi tra cui delle biciclette dei primi del ‘900 e vetture che arrivano fino agli anni ’60. Sono esposti anche elmi, attrezzature e divise. Da 30 anni partecipa con i suoi reperti alle più importanti manifestazioni del settore a livello nazionale.

Sicuramente il mezzo che ha destato più curiosità è stato l’autofunebre: un Fiat 125 prima serie di Giuseppe Vetrano. “Vengo da Firenze e questo mezzo è quello che uso tutti i giorni per andare al lavoro o a fare la spesa”. Giuseppe non passa certo inosservato anzi tutti gli danno la precedenza e tranne poche persone particolarmente scaramantiche, tutti sorridono al suo passaggio. “Sono contente anche le ragazze che dopo un iniziale stupore salgono sorridendo, l’effetto più bello è alla sera quando è tutto illuminato”, ha raccontato Giuseppe ai curiosi che volevano salire e farsi una foto.

Dal passato al futuro in un batter di ciglio con la Smart Ambulance, un prototipo nato da un progetto dei Fratelli Mariani, vincitori di un bando, in sinergia con il CNR di Pisa e l’università di Firenze. La Smart è un’ambulanza di ultima generazione con una tecnologia sofisticata e sistemi informatici collegati alla centrale del 118 per gestire le informazioni in tempo reale. Come ha spiegato Mirco Banci, il progettista, la Smart è un nuovo concetto di mezzo di soccorso, un pezzo di ospedale che viaggia verso l’ospedale. “Il prototipo ha dimostrato che niente è impossibile e che con i mezzi di oggi si potrebbe garantire un servizio migliore ai cittadini e interventi più puntuali e qualificati in caso di catastrofi o grandi emergenze”. L’ambulanza ha un sistema di telecamere criptografato per trasmettere immagini e informazioni al 118 in tempo reale ovviamente protette nel rispetto della privacy, oltre a particolari filtri che non permettono la trasmissione di virus, batteri e funghi. E’ un laboratorio in continua evoluzione.

L’iniziativa è proseguita nella sala polifunzionale Francini dove Riccardo Marchini, ex dipendente e volontario della Misericordia, ha esposto alcuni pezzi storici che raccontano la vita della Misericordia fin dai suoi albori. È riuscito con un lavoro paziente di ricerca a ricostruire la zana, la prima barella risalente al 1244: una particolare seduta con cinghie per le spalle. Solo anni dopo con l’avvento della barella il paziente veniva steso. In mostra anche una barella da neve costruita a Pistoia nel 1939 a seguito di una grandissima nevicata. Fu trasformata una vecchia barella con corde sul davanti e appoggiata su degli sci per muoversi in sicurezza per le vie della città.

In sala Francini erano presenti anche alcune vecchie divise, lo stendardo della sezione ciclisti e quello dei motociclisti, oltre alla divisa di rappresentanza indossata dalle donne prima che potessero occuparsi dei servizi di soccorso, che avvenne intorno alla fine degli anni ’70. Tra gli oggetti più preziosi il timbro per la ceralacca che ancora oggi viene utilizzato per gli attestati.

A tutte le associazioni presenti è stato consegnato un attestato con il timbro.

Il pomeriggio si è concluso con l’apericena, la musica di DJ Marco Matani e l’intrattenimento artistico musicale per i più piccoli di Peppe Morelli. “E’ una festa del paese – ha detto Maurizio Grazzini, presidente della Misericordia di Casalguidi e Cantagrillo – perché la sezione è nata grazie al volere e all’aiuto dei cittadini e dell’allora parroco, Don Claudio Pisaneschi. Non possiamo dimenticare che la prima ambulanza a Casalguidi fu acquistata grazie ai prestiti e alle donazioni dei cittadini”.

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