di Susanna Daniele
PISTOIA – Successo di pubblico alla Fortezza Santa Barbara per il concerto della band che per decenni ha accompagnato Francesco Guccini.
Sono Flaco Biondini chitarra e voce, Vince Tempera pianoforte e tastiere, Roberto Manuzzi fiati e percussioni, Ellade Bandini alla batteria e percussioni. A questi storici musicisti si è aggiunto il giovane bassista Giacomo Marzi, docente di contrabbasso e basso acustico all’orchestra Parma Jazz.

La band originaria, che vedeva al suo interno il bassista Ares Tavolazzi, nacque nel lontano 1969 e ha collaborato con Guccini fino al 2013, anno in cui il “maestrone” decise di dare l’addio alla musica.
Ieri sera, dopo un inizio che sembrava un po’ sottotono, la band è entrata in sintonia con il pubblico e non si è risparmiata: quasi due ore di musica intervallata dal racconto di Flaco Biondini sulla genesi dei testi e alcuni aneddoti su una Bologna scomparsa, con le sue tantissime osterie e i personaggi strani che tanto ispirarono il nostro menestrello modenese. Una Bologna rievocata con struggente nostalgia nei romanzi che lo stesso Guccini, nella sua seconda vita artistica, scrive da molti anni insieme al decano dei giallisti bolognesi Loriano Macchiavelli.
Scorrono, una dopo l’altra, “Il vecchio e il bambino”, “La locomotiva”, con tutto il sapore del ricordo e l’epica di almeno due generazioni.
Il concerto è stata l’occasione per ascoltare dal vivo brani del loro recente doppio album “Ronin”, pubblicato nel 2023, con nuovi arrangiamenti e testi inediti.









