SERRAVALLE PISTOIESE – La musica come un “cuore di seta” delicato e da maneggiare con cura, le influenze delle grandi band internazionali degli anni Settanta, la voglia di emergere e di “vivere il sogno”.
In occasione della prima serata del Serravalle Rock, venerdì 26 luglio, la Rocca di Castruccio vedrà tra i protagonisti anche la giovane rock band romana dei Silky Hearts, che da poche settimane hanno pubblicato il loro album di debutto “The Weight of Fools”.
La band, formatasi a Roma nel 2021, è composta da quattro elementi: Delilah Venus (Dalila Laganà) frontwoman e pianista, Frank (Francesco Rocchi) chitarrista, Alexander Kyllinger (Alessandro Pulcini) tastierista e bassista, Danish (Daniele Di Luca) batterista.
Grazie alla loro disponibilità abbiamo avuto modo di intervistarli in anteprima per conoscere meglio la loro storia e la loro musica, in vista dell’esibizione sul palco del Serravalle Rock.

Partiamo dal nome del vostro progetto artistico: “Silky Hearts” cioè “cuori di seta”, suggerisce qualcosa di leggero ma allo stesso tempo di fragile, che deve essere trattato con cura e attenzione. Quali sono gli elementi della vostra musica, fra sound e testi, che possono richiamare l’idea di un “cuore di seta”?
L’idea di chiamarsi “Silky Hearts” è stata molto spontanea, come se fosse stato un fulmine a ciel sereno. Il cuore è simbolo di passione per la musica, di amore nei confronti di essa; la seta è un materiale pregiato, fresco, come la nostra musica d’altronde. Alla fine l’insieme di questi due elementi ci caratterizza e d’altra parte dobbiamo dire che questo nome non suonava per niente male!
Come è nato il vostro incontro artistico?
Ci siamo incontrati davvero per caso, eravamo quattro persone con la stessa passione e gli stessi progetti, mancava solamente di incontrarci e alla fine così è stato. Abbiamo iniziato a creare insieme ed era tutto bellissimo, da lì è partita sia una grande intesa che una grande amicizia. I nostri gusti musicali erano più che compatibili, gli anni Settanta sono la nostra passione e ispirazione.
Quali sono i vostri artisti o gruppi di riferimento dai quali avete tratto ispirazione o che vi stanno influenzando nel vostro percorso musicale?
Tutti i grandi artisti e gruppi, non solo rock, che hanno visto la luce negli anni Settanta come Led Zeppelin, Queen, Genesis, Pink Floyd, Stevie Wonder, Prince, Elthon John, The Who.
Anticipato dal singolo “Beams of Sound” e dalla title track, da poche settimane è uscito il vostro album d’esordio, “The Weight of Fools”, prodotto da Max Zanotti e pubblicato dall’etichetta discografica Vrec Music Label. Come definireste in sintesi questo vostro lavoro?
“The Weight of Fools” è il riassunto del nostro viaggio, da quando abbiamo iniziato il nostro percorso artistico; un viaggio tortuoso ma pieno di amore, pieno di avventure, di delusioni e di soddisfazioni. È proprio il racconto di tutte le emozioni che ci hanno travolti durante questi ultimi anni. Ognuno ha un sogno, e nessuno potrà mai distruggerlo.

Siete una band nata da pochi anni, eppure avete dimostrato unità d’intenti, determinazione, perseveranza nel portare avanti il vostro progetto. Qual è il vostro desiderio per il futuro o il sogno nel cassetto?
Parlando in maniera molto schietta, il nostro sogno è quello di diventare qualcuno, di arrivare a più persone possibili, di trasmettere e suscitare un qualcosa in chi ci ascolta. Vorremmo girare il mondo, su tanti palchi, ed esibirci davanti a tanto pubblico. Continuare a creare e vivere il sogno.









