SERRAVALLE PISTOIESE – Una musica ricca di simboli, emozioni e misteri, un rock con venature underground nel “segno” di Dome La Muerte.
Domenica 28 luglio al Serravalle Rock l’atteso concerto dei Karma sarà aperto dalla rock band pisana I Segreti di Hansel, nata nel 2017 e con uno stile che rappresenta un’unione tra il sound del rock alternativo degli anni Novanta e la scuola cantautorale italiana.
Nel 2020 hanno pubblicato il loro primo album “Atacama” (Resisto Records), mentre lo scorso 17 novembre 2023 è uscito il secondo disco “Tienimi ora”: per la realizzazione di questo lavoro la band si è affidata alla produzione artistica di Dome La Muerte, frontman dei Not Moving, che ha anche partecipato con la sua chitarra in quattro brani dell’album tra cui il primo singolo estratto “Lipstick”.

Grazie alla loro disponibilità abbiamo avuto modo di intervistarli in anteprima per conoscere meglio la loro storia e la loro musica, in vista dell’esibizione sul palco del Serravalle Rock.
Partiamo dal curioso nome della band: “I Segreti di Hansel” rappresenta per caso un’allusione al personaggio della celebre fiaba tedesca di Hansel e Gretel? E quali sono i “segreti” a cui fate riferimento?
Sì, il nome della band richiama la fiaba dei fratelli Grimm, ricca di un linguaggio simbolico, di misteri e di emozioni che vivono in ogni essere umano. I “segreti” rappresentano quella parte profonda che delle volte vorremmo non vedere, si parla di esistenzialsmo.
Come è nato il vostro incontro artistico? E qual è stata la vostra formazione in ambito musicale?
Il nostro incontro potremmo definirlo semplicemente casuale, poiché non ci conoscevamo, ci siamo trovati grazie al passaparola nella scena pisana, fatta eccezione per Alessandro Contu (chitarrista) ultimo membro aggiunto al gruppo. Le nostre formazioni musicali sono differenti ma si integrano quando parliamo di grandi band che hanno segnato la storia della musica: le distorsioni, il buon rock e il sottofondo dell’underground ci accomunano e ci legano.
Quali sono i vostri artisti o gruppi di riferimento dai quali avete tratto ispirazione o che vi stanno influenzando nel vostro percorso musicale?
I gruppi che ci hanno influenzato sono sicuramente Nirvana, Velvet Underground, Arctic Monkeys, Interpol, The Doors e potremmo andare avanti citando anche band meno conosciute ma importanti per la nostra crescita; vorremmo inoltre ringraziare e ricordare i grandi cantautori italiani che ci hanno trasmesso il valore della scrittura.

Il vostro secondo album “Tienimi Ora” ha visto la produzione artistica affidata al vostro concittadino Dome La Muerte, chitarrista, cantautore, frontman dei Not Moving e uno dei principali esponenti del movimento punk hardcore italiano. Che cosa ha significato per voi questa collaborazione e che impatto ha avuto sul vostro percorso di crescita a livello artistico?
Lavorare con Dome La Muerte è stato facile e intenso; ci ha dato la conferma di essere, forse, dove saremo stati anche noi, per mentalità o attitudine “dalla parte del torto”: per noi sicuramente una grande fortuna. L’impatto è stato fluido grazie alla sua grande umanità, allo stesso tempo esemplare per tante cose che vanno anche oltre la musica ma che con essa trovano una connessione. Dome è un rocker vero, puro: attacca il jack e suona!
I vostri testi sono spesso definiti “enigmatici e allusivi”: è una scelta voluta? Ritenete che oggi in generale si tenga a privilegiare un sound di impatto immediato a scapito della parte testuale?
I testi sono frutto di emozioni, pensieri, persone, storie, paure e desideri, quindi c’è sicuramente una componente enigmatica e pure allusiva: cantiamo quello che ci ha attraversato e che ci attraversa, sentiamo la necessità di raccontarci e ci piace quando lo comunichiamo al pubblico. Non siamo ossessionati da numeri e mode, non ci siamo prefissati grandi palchi, classifiche e tanto meno talent, troviamo che oggi in generale ci sia troppa ricerca del successo immediato e poca ricerca artistica.










