di Giacomo Martini
PORRETTA ALTO RENO – Siamo di fronte ad un’opera rara, ma utilissima che ci ha sorpreso e sorprenderà, ci auguriamo, i lettori che avranno la sensibilità di leggerla, perché si tratta di uno dei modi letterari e di ricerca antropologica di rilevante interesse per recuperare e scoprire una storia troppo rapidamente dimenticata di un popolo, quello dei boscaioli che hanno segnato nei secoli la vita nelle nostre montagne.

“Troppo si era perso degli usi e dei costumi di quel popolo e quel poco che si era conservato, era stato purtroppo frainteso, integrato, ricostruito, sottoposto ad ardite analisi etimologiche secondo le mode letterarie del momento. Ciò che mi spinse a questa ‘raccolta di parole’ fu il desiderio di salvare il salvabile, cercando di conservare un po’ dello spirito che animava la forza di quella gente, forza che rimaneva tra le pieghe della loro lingua, in voci dalle origini antichissime e che abbracciavano un mondo”.
In queste parole, riprese dai Prolegomeni di Federico Mion, autore di questo straordinario volume dal titolo “T’al cnusci? Vocabolario materiale e spirituale del dialetto del boscaiolo” (con la chiave di lettura necessaria a comprendere la genesi dei vocaboli ), troviamo le ragioni di un lungo lavoro di ricerca e scoperta di una comunità che da anni si è estinta, ma che ha rappresentato una storia di secoli che ancora si trova nelle parole come ci ricorda lo stesso autore.
Il libro sarà presentato giovedì 8 agosto, alle 17,30 nella sala della Proloco di Granaglione, presenta Alessandra Biagi, con la partecipazione dell’autore.
“Ma le parole, le più vitali, spesso non si trovano nei dizionari, ma sono quelle che sono ancora conservate nella quotidianità del parlare, era pertanto necessario trovare qualche persona che ne fosse ancora gravida e che ne avesse accudito il significato. La scelta cadde su due donne a me care: la Vittoria di Casa Nasci e la Nunzia di Tidari ( nel territorio del comune di Granaglione ). Due persone dalla diversa estrazione sociale ma che erano accomunate da un’intelligenza viva e fiera, che non si era lasciata corrompere dai tempi. E così mi avventurali nella ‘Quete’ con un lavoro che mi impegnò per molti anni e che traeva origini dalla natura delle cose e dell’essere umano”.
Da questo mirabile impegno è nato il libro che si arricchisce dei disegni di Simona Miglia e della prefazione e cura di Paolo Brunetti (Edizioni Andromeda). Per chiudere, una breve biografia dell’autore Federico Mion. Nasce a Granaglione, laurea in giurisprudenza, milita in Potere Operaio. E’ uno dei soci fondatori della Cooperativa che fonda Radio Alic. Esule in Francia tra il 1981 e 1984. Nel 1982 insieme ad alcuni amici da vita alla Società Editrice Andromeda di cui ne è il direttore editoriale. Il libro sarà presentato giovedì 8 agosto, alle 17,30 nella sala della Proloco di Granaglione, presenta Alessandra Biagi, con la partecipazione dell’autore.









