di Andrea Mori
PRATO – Ieri sera tappa pratese al Giardino Buonamici per Luca Sommi, giornalista de Il Fatto Quotidiano e critico che si occupa di letteratura, arte e politica. Ieri ha presentato il suo ultimo libro (‘La più bella. Perché difendere la Costituzione’) su quella Carta che nel giro di un giorno, dal 31 dicembre al 1 gennaio 1948, fece diventare gli Italiani da sudditi a cittadini.

A colloquio con il giornalista presente la collega Eleonora Barbieri.
Sommi comincia proprio spiegando perché la Costituzione italiana è la più bella: “È oggettivo, ci basta pensare che la Dichiarazione universale dei diritti umani della fine del 1948 si ispira alla nostra carta, pensate quindi quali valori – dice –, quali ideali assoluti contiene la nostra costituzione se è arrivata ad ispirare la carta mondiale dei diritti”.
Eppure, nonostante “la sua perfezione, senza che sia necessaria l’aggiunta di altri articoli”, nel corso del tempo non sono mancati i tentativi di ribaltarla (alcuni riusciti, facendo un disastro)”, dice Sommi.
“L’articolo 3 lo trovo il più rivoluzionario, ha sancito infatti cose come il concetto di uguaglianza e dignità: ‘Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di appartenenza religiosa, di credo politico, di condizioni personali e sociali’. Al primo comma la costituzione ci sta dicendo che la vita a volte è talmente beffarda che si può nascere in una famiglia molto sfortunata oppure meravigliosa, che ci consente di avere un orizzonte di possibilità sterminato. La costituzione sta lì a dire, fa presente Sommi: “Sono qui per far sì che tutti partiamo dallo stesso punto di partenza”.
Ma la Costituzione è correttamente applicata nel nostro nel nostro Paese? Secondo il giornalista del Fatto la carta, sui suoi principi fondamentali, non è contraddetta, bensì disattesa. Tuttavia non va abbandonata quella che è un’ambizione quasi esistenziale, dice Sommi, “se noi teniamo di mira quel lampione nella notte che è la Costituzione, allora percorreremo la strada giusta”.



