VAIANO – Alessandro Gonfiantini, scultore e chitarrista di Casalguidi, espone una selezione di sue opere, dal 12 al 15 settembre prossimi, presso la chiesa di San Miniato a La Briglia, nel comune di Vaiano, di cui è parroco don Waldemaro Kowalczuk.
La mostra sarà allestita sul sagrato e all’interno dell’edificio. Le statue hanno tutte la particolarità di essere state realizzate con legni dispersi in seguito all’alluvione del 2 novembre 2023.

Di lui scrive la storica dell’arte Chetti Barni.
“Alessandro Gonfiantini vive e opera a Casalguidi (Pistoia), è musicista e scultore. Artista autodidatta ha iniziato da circa nove anni ad intagliare il legno. Scelta dettata dall’impellente necessità di esprimersi, ma anche dalla voglia di creare qualcosa destinato a rimanere.
Alessandro è stato introdotto nella lavorazione di questo prezioso materiale da tre “maestri”, come lui stesso racconta, che gli hanno dato preziosi consigli per la sua formazione. Il primo è stato Nilo Biagini, artista residente a Casalguidi, erede di una tradizione familiare di intaglio e lavorazione artistica del legno. Ed è stato sempre Nilo a introdurlo nello studio di Giuseppe Gavazzi, grande restauratore e scultore pistoiese, il quale ha insegnato a Alessandro a plasmare la creta per il “bozzetto” preparatorio, oltre a molti segreti per realizzare la scultura in legno.
E insieme a Gavazzi e a Nilo, Alessandro ricorda anche il pittore Fabio Carmignani che l’ha aiutato a perfezionare il disegno, fondamentale per la scultura (notizie tratte dall’intervista di Andrea Capecchi per “Report”).
Alessandro raffigura volti umani ispirati da persone comuni, amici, oppure figure sacre della tradizione cristiana, con vari tipi di legni, dal salice all’olivo, dal noce al cipresso. Tutti i legni, racconta ancora Alessandro, hanno questa “meraviglia”: restano sempre vivi anche dopo che la scultura è finita, continuano a muoversi creando nodi e spaccature.”

Considerata l’espressività e la forza delle sue opere, viene da aggiungere che più che di fronte a un autodidatta siamo al cospetto di un artista formatosi grazie alla frequentazione di altri autori più anziani ed esperti e alla pratica svolta nei loro studi. Come avvenuto nel corso di gran parte della storia dell’arte, ad esempio nelle botteghe rinascimentali.
Una forma di trasmissione del sapere e delle capacità non istituzionale, ma tutt’ora valida e feconda.
Per ulteriori informazioni, Alessandro Gonfiantini 3387426842.









