CASALGUIDI – Inaugurata allo Spazio Zero Arte Contemporanea di Casalguidi una mostra collettiva di tre autori.
Si tratta di tre artisti che operano in altrettanti ambiti del mondo dell’arte, Marcello Aitiani nella pittura, Carlo Cantini nella fotografia e Luigi Petracchi nelle installazioni. Dopo la presentazione dell’Assessore del Comune di Serravalle pistoiese Ilaria Gargini, che ha ricordato quanto siano importanti per la nostra esistenza l’arte, la natura e la cultura, il critico d’arte Laura Monaldi ha illustrato il senso e le tematiche della mostra stessa.

Si è soffermata anche sull’importanza per la collettività tutta dell’avere la disponibilità dello “Spazio-Zero” gestito da Luigi Petracchi ed Edi Pagliai, non solo per gli artisti ma anche per occasioni di crescita culturale, presentazioni di libri, raccolte e letture poetiche, convegni, musica, spettacoli di danza e concerti. La mostra di oggi, dice, è nata da un’idea di Luigi Petracchi che ha voluto approfondire la responsabilità dell’uomo e del suo essere nei confronti della natura.
Il tema “Orizzonti di luce”, dove l’orizzonte non è il limite del nostro sguardo ma un invito a proseguire oltre, la luce è il nostro spirito guida che ci porta alla verità, alla conoscenza ed al futuro.
Carlo Cantini, le sue foto ritraggono un giardino simbolico, dove si scopre qualcosa che coinvolge l’uomo. I “Giardini dell’incanto” dove le figure umane abbracciano e vivono all’interno della natura che sembra sovrastarli. Una vera ricerca, fino a ritornare ad un punto zero, l’inizio del rapporto con la natura. Nelle sue fotografie, totalmente fuori dal tempo, questo rapporto esiste come nella serie delle Ninfee, risultato di un suo viaggio in Francia a casa di Monet.
Luigi Petracchi con le sue installazioni propone invece la “Via del bruco”, un percorso di crescita che significa andare oltre. Un essere che si trasforma prima in crisalide e poi in farfalla è un essere alla ricerca della sua parte più profonda e spirituale, Nutrirsi di cultura, trasformarsi fino a diventare farfalla per volare in alto verso la luce. Acquisire quindi la consapevolezza di sé e del mondo senza la quale rimarrebbe allo stadio di “bruco”. Le opere sono realizzate con il riutilizzo di carte già usate, dando loro una nuova vita.
Marcello Aitiani dipinti eseguiti fra la fine degli anni ’70 fino al ’90, focalizzati su tre temi, un trittico. Il primo “Lampo nella notte”, è una luce che si accende improvvisamente nella notte. Nella parte centrale dipinti che rappresentano proprio la notte, con un quadro che raffigura un pentagramma vuoto che si chiama “Musica muta”, il silenzio che abbiamo attraversato nell’arte del novecento, ovvero una perdita di senso e di orientamento totali. Da questa notte dovremo però uscire, questo è rappresentato con i dipinti che formano la terza parte che si intitola “Nave di luce”.
Tre frammenti di un lavoro degli anni novanta molto complesso fatto di arte, musica e telematica, una speranza di rinascita della luce.

“All’epoca non c’era il WEB, i dipinti sono stati fatti in collaborazione con il CNR di Pisa e del Conservatorio di Firenze si trattava di trasmissione ed elaborazione in tempo reale dei dati, antesignano di ciò che è diventata poi l’intelligenza artificiale. Anche allora riflettevo sul fatto che il digitale avrebbe avuto grandi potenzialità”, dice l’autore “ma al tempo stesso quali rischi avrebbe comportato? Dovrà essere al servizio dell’uomo e non il contrario”.
La mostra rimarrà aperta fino al 21 dicembre ma già dal prossimo 5 ottobre sono previsti molti altri incontri ed iniziative allo Spazio-zero. Pertanto si invitano gli interessati a contattare il numero telefonico 339 6595081 per avere informazioni sulle prossime date e gli orari.










