mercoledì, Settembre 9, 2026

Ferrovia Porrettana, l’arroganza della politica ha cancellato il dialogo con cittadini e istituzioni

di Giacomo Martini

PORRETTA – l Comitato per la Ferrovia Porrettana è ufficialmente nato il 24 novembre 2003, un paio di mesi dopo il grave deragliamento avvenuto presso la stazione di Casalecchio Garibaldi. quel disastro del 30 settembre 2003 fu solo l’apice dei tanti disservizi che funestavano da anni la linea ferroviaria Porretta-Bologna e un gruppo di pendolari decise che non bastava lamentarsi ma occorreva fare qualcosa. Dal mese di luglio 2018, Valerio Giusti, portavoce del Comitato per la Ferrovia Porrettana, ricopre la carica di presidente del Crufer, un incarico che viene ricoperto, a rotazione, dai membri delle varie associazioni e comitati aderenti.

Valerio Giusti

Ci sono state difficoltà a formare il comitato e organizzarlo?

Inizialmente abbiamo avuto molte difficoltà a farci riconoscere come efficaci interlocutori in quanto le istituzioni non erano abituate ad incontrare rappresentanti degli utenti motivati e preparati.

Le risposte degli interlocutori prioritari (enti locali, Comuni, Province, Regioni e istituzioni varie pubbliche e private), vi hanno sempre soddisfatto?  Avete avuto e avete la giusta attenzione?

In questi 21 anni, oltre ad aver partecipato a numerose riunioni con tutti gli interlocutori del trasporto ferroviario, abbiamo inviato decine di lettere e segnalazioni alla Regione, agli Enti locali, alle aziende ferroviarie e a tutti gli organi di stampa locali e regionali per denunciare e sostenere le proteste e le legittime richieste degli utenti della Linea Ferroviaria Porrettana per il tratto Bologna-Porretta e continuiamo ad avere continui rapporti con amministratori locali e regionali. Nel mese di febbraio 2005, abbiamo partecipato alla costruzione del nuovo Comitato regionale utenti ferroviari (CRUFER) di cui siamo uno dei Comitati costituenti. L’insediamento della giunta regionale, nel marzo 2020, ha coinciso con un depauperamento dei rapporti di tutti i comitati dei pendolari con la Regione: l’assessore Corsini ha praticamente azzerato il ruolo di consulenza dei comitati riuniti nel Crufer che con il precedente assessore Donini, avevano raggiunto importanti risultati a livello di miglioramenti della condizione degli utenti ferroviari. Durante i primi mesi dell’epidemia Covid abbiamo partecipato a lunghe riunioni in videoconferenza quasi tutti i pomeriggi e poi con cadenza bisettimanale per aiutare regione e aziende ferroviarie a superare le difficoltà dovute alla diminuzione dei treni e del distanziamento.

Poi cosa è successo?

Finita l’emergenza abbiamo visto sparire le istituzioni, soprattutto la Direzione regionale mobilità e trasporti, che ha quasi completamente rotto i rapporti limitandosi a comunicati stampa inviando al nostro e agli altri comitati semplici informative. Nel tempo è stata costretta a chiamarci solamente in seguito ad eventuali reiterate proteste e denunce inviate a sindaci, alla stampa e pubblicate sui social. Inutile nascondere che una delle difficoltà maggiori che riscontra l’Appennino è quella della precarietà dei sistemi di comunicazione stradale e ferroviaria che ha visto allontanare molte unità produttive e costretto i lavoratori a diventare pendolari. Molti abitanti hanno scelto negli anni di venire a vivere sul nostro Appennino anche a causa dell’aumento drammatico dei costi delle abitazioni a Bologna e nei comuni più limitrofi ma ora stanno subendo i maggiori disservizi del trasporto collettivo.

Erano state riposte molte speranze nel servizio ferroviario metropolitano. Che fine ha fatto?

Il servizio ferroviario metropolitano, che doveva essere una grande opportunità per la montagna, è diventato uno strumento per rafforzare i servizi nella cintura bolognese a scapito della montagna e l’applicazione indiscriminata e prematura del passante Porretta-Pianoro, in assenza di un potenziamento delle infrastrutture o di un raddoppio selettivo dei binari, sta avendo effetti devastanti per gli abitanti della valle del Reno e di tutti i comuni montani che ruotano attorno alla nostra vallata. Oltre a non aver tenuto conto degli orari di ingresso e uscita delle scuole, degli utenti che non riescono più a prendere il primo treno, i nuovi orari legati al passante hanno quasi completamente tagliato i collegamenti con la tratta ferroviaria Porretta-Pistoia gestiti dalla struttura toscana di Trenitalia; il cambio orario è stato effettuato senza iniziare alcuna interlocuzione con la regione Toscana che paga il servizio regionale toscano a Trenitalia da Porretta a Pistoia.

Insomma, vi hanno abbandonato…

Pur sollecitati ripetutamente dal Comitato a partire dal mese di marzo 2023, Regione e Città metropolitana si son ben guardati di organizzare riunioni con sindaci, plessi scolastici, comitato utenti ecc, e i nuovi orari sono entrati in vigore nel mese di giugno 2024 con effetti deflagranti. Ora devono correre ai ripari ed è davvero triste che l’arroganza e superficialità della politica non abbia tenuto conto delle nostre segnalazioni e proteste e abbia ignorato completamente le esigenze dei cittadini dell’appennino sacrificati per gli interessi di mobilità della cintura bolognese.

Che futuro prevedete?

Non nascondiamo che le scelte future dipenderanno da chi verrà scelto a guidare l’assessorato regionale alla mobilità (e della città metropolitana) dopo le prossime elezioni regionali e dalla lungimiranza con cui vorranno affrontare i problemi di mobilità del nostro Appennino, auspicando che abbia quel briciolo di umiltà di coinvolgere sempre preventivamente amministratori locali e utenti; umiltà e lungimiranza che non hanno avuto gli attuali referenti di regione e città metropolitana.

Related Articles

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

ULTIMI ARTICOLI