giovedì, Settembre 10, 2026

“Io lo conoscevo bene”: Bruno Grillo e l’amicizia con Sorrentino

MONTECATINI TERME – Quindici minuti prima della proiezione del film “Parthenope”, al cinema Teatro Imperiale di Montecatini, si è svolto un incontro con il pubblico presente in sala.

Organizzato dall’Associazione Sviluppo Valdinievole, è stata una piacevole occasione per conoscere qualcosa in più del regista premio Oscar Paolo Sorrentino con le parole di chi l’ha conosciuto in gioventù. Esattamente agli esordi della sua passione verso il cinema che l’ha poi portato a vincere un premio Oscar nel 2014 con “La grande bellezza”.

Con il giornalista Stefano Cavalli che ha svolto il ruolo di moderatore, si è presentato Bruno Grillo con due libri di Stefano Loparco: “Dragoncelli di fuoco” e “Via Caldieri 66”.

Beatrice Chelli, Bruno Grillo, Stefano Cavalli e Marco Lucarelli nell’incontro tenutosi a Montecatini Terme prima della proiezione del film “Parthenope” (foto di Stefano Di Cecio)

“Ho conosciuto Paolo agli inizi degli anni Novanta grazie a un amico di scuola comune – racconta Grillo – eravamo ventenni e andavamo all’università. Fin da subito è nata un’amicizia molto intensa, ci siamo frequentati per circa 6-7 anni, poi io sono partito per l’estero e lui ha incominciato la sua carriera in maniera più intensa.

La nostra passione comune per il cinema ci ha portato a scrivere una sceneggiatura, “Dragoncellii di fuoco”, che poi è diventato un mediometraggio di cinquantacinque minuti. Molto grottesco, purtroppo invisibile perché c’è stata solo qualche proiezione a Napoli, all’università e al centro culturale giovanile. Quest’ultimo si trovava, perché adesso è chiuso purtroppo, in via Caldieri 66″.

“Ci incontravamo al centro, a casa di Paolo o a casa mia – continua Grillo – Paolo viveva da solo perché, come molti sanno, i suoi genitori erano morti pochi anni prima nell’86 e quindi ci vedevamo spesso a casa sua che lui preferiva, era un po’ il nostro piccolo centro culturale. Andavamo a vedere dei film, studiavamo il cinema, c’erano dei corsi di sceneggiatura che lui frequentava, e da lì poi ci siamo inoltrati nella scrittura di questa sceneggiatura.

Ci siamo detti – proviamoci! – anche perché avevamo trovato una bella videocamera, una Betacam semiprofessionale, e, dopo aver scritto la sceneggiatura è partita l’avventura.

Il primo libro è uscito nel novembre 2020, per Bietti fotogrammi, una collana di cinema. L’autore è Stefano Loparco che purtroppo non è potuto venire perché abita in provincia di Udine ma è felicissimo di questa presentazione. Il libro è un racconto romanzato della prima sceneggiatura, del nostro incontro ma anche della nostra vita.

Il secondo lo completa perché  parla della vita del centro culturale giovanile in via Caldieri 66 e contiene anche interventi di altri nostri amici come Stefano Russo, oggi regista e montatore, e Gianluca Iodice, regista.

Stefano Cavalli e Bruno Grillo con la locandina di “Parthenope”, ultimo lavoro di Paolo Sorrentino (foto di Stefano Di Cecio)

Nei libri vengono raccontati molti aneddoti, uno in particolare è legato al film “Il Divo” che ha lanciato a livello internazionale il regista Sorrentino perché è stato premiato al Festival di Cannes e ha permesso poi a Sorrentino di lavorare con Sean Penn per “This Must Be The Place”.

Sorrentino era affascinato dal lato non tanto politico ma misterioso di Andreotti come personaggio pubblico. A casa di Stefano Russo girammo delle scene in cui io ero seminudo e rappresentavo Andreotti. Prendemmo delle orecchie finte che erano state utilizzate in un film in cui avevamo collaborato come comparse e Paolo riuscì ad avere dalla truccatrice queste orecchie”.

Fra Bruno Grillo e Sorrentino poi si è creata una distanza fra la persona e il personaggio, fra il regista in erba e quello che poi ha vinto il premio Oscar. Ogni tanto si scrivono ma niente di più.

Il film Parthenope è un film esteticamente perfetto, probabilmente Sorrentino oggi non amerebbe quelle imperfezioni che c’erano ovviamente agli inizi perché all’epoca c’era poco budget e poca esperienza, quasi zero.  In “Via Caldieri 66” è stato scritto anche che Paolo era bravissimo nel recitare, ed era divertentissimo, infatti qualcuno lo ricorderà anche nella serie televisiva “Boris”.

E’ intervenuta anche l’Assessore alla Cultura del Comune di Montecatini Terme Beatrice Chelli: “Sono venuta per fare un saluto perché reputo importante che l’Amministrazione Comunale sia sempre presente quando ci sono delle occasioni di incontro, a maggior ragione in questo interessante, originale e, diciamo insolito. Non posso che compiacermi, l’associazionismo è il tessuto della nostra società, è un aspetto molto importante, tramite le associazioni si possono fare molte cose perché se da soli si va più veloci ma insieme si va più lontano. L’amministrazione pone molto attenzione alle associazioni e lo dimostro il fatto che io sia qui, nonostante i medici mi abbiano prescritto il più possibile riposo”.

Il giornalista Stefano Cavalli ha infine mostrato al pubblico la locandina originale di “Dragoncelli di Fuoco” realizzato trent’anni fa, ad ottobre 1994. Il primo mediometraggio importante di Paolo Sorrentino, dove tutto è iniziato. 

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