di Giacomo Martini
GIBELLINA (TRAPANI) – Gibellina è la “Capitale italiana dell’Arte contemporanea” per l’anno 2026. A proclamarla, il 31 ottobre, è stato il Ministro della Cultura, nel corso della cerimonia che si è svolta a Roma, nella Sala Spadolini del Ministero.
La cerimonia si è svolta alla presenza dei rappresentanti delle cinque città finaliste: Carrara, Gallarate, Gibellina, Pescara e Todi.

La città vincitrice, grazie anche al contributo statale di un milione di euro, potrà mettere in mostra, per il periodo di un anno, progetti culturali che prevedono attività come mostre, festival e rassegne, oltre alla realizzazione e la riqualificazione di spazi e aree dedicate alla fruizione dell’arte contemporanea.
Queste le motivazioni della scelta della giuria, maturata al termine della procedura di selezione condotta in piena autonomia dai componenti: “La prima ‘Capitale italiana dell’Arte contemporanea’ con la sua candidatura offre al nostro Paese un progetto organico e solido, consegnando all’Italia di oggi un esemplare modello di intervento culturale, fondato su valori e azioni che riconoscono all’arte una funzione sociale e alla cultura lo statuto di bene comune. Per la sua capacità progettuale nel riattivare il suo straordinario patrimonio di opere, coniugando nel presente memoria e futuro, conservazione e valorizzazione, attenzione al locale e ambizione internazionale; per la sua capacità di coinvolgimento delle nuove generazioni e della cittadinanza tutta, interpellando il territorio più ampio sulla base di una comune consapevolezza civica, stringendo alleanze con istituzioni pubbliche e private, nazionali e transnazionali; per il fatto di essere Città pioniera di ciò che oggi definiamo rigenerazione urbana, e per la capacità di essere insieme una città-opera e una città da abitare: per il suo progetto, con il quale la città diventerà un grande laboratorio dove le pratiche e le energie dell’arte contemporanea con chiamate a condividere pensieri e soluzioni sui temi dello spazio pubblico, della comunità, del paesaggio, della sostenibilità e del capiente concetto di eredità. Per tutti questi motivi sopra esposti, riteniamo di poter individuare, quale città ‘Capitale italiana dell’arte contemporanea’ 2026 la città di Gibellina”.
Gibellina Nuova (la vecchia distrutta dal terribile terremoto del 1968) è un paese di 3500 abitanti che con l’impegno fondamentale di un gruppo di amministratori e intellettuali di accertata professionalità sia dal punto di vista politico, sociale e culturale, guidato dal senatore Ludovico Corrao non solo ha contribuito alla ricostruzione di una città, di una comunità e della relativa identità, ma ne ha fatto uno dei centri dell’arte contemporanea più importanti d’Italia e d’Europa. Questo gruppo di persone è organizzato in una Fondazione che oltre all’arte contemporanea gestisce uno dei festival teatrali (Le Orestiadi di Gibellina ) con la partecipazione dei più importanti poeti del mediterraneo. Nel centro di Gibellina è attivo da anni un Museo-Pinacoteca di arte contemporanea più ricchi e qualificati d’Europa; ma non solo nell’antico Balio Santo Stefano, sede della Fondazione, si possono ammirare il Museo delle Trame Arti Mediterranee che contiene ceramiche, tessuti, e oggetti d’arte di popoli e culture di area mediterranea dalla Spagna, alla Francia attraverso l’Italia fino ai paesi arabi.










