LUCCA – A metà degli anni Settanta il fumetto in Europa fu scosso dall’arrivo di una rivista francese che d’improvviso cambiò il panorama dei fumetti esistenti, ma anche il modo di pensare e disegnare le storie.
L’idea fu di Jean-Pierre Dionnet, un giovane critico e sceneggiatore appassionato di fantascienza, che volle realizzare il proprio sogno: creare una rivista di fumetti per un pubblico maturo, adulto.

Per il debutto di Métal Hurlant, Dionnet riuscì a radunare un team incredibile, fra cui Philippe Druillet e Jean “Moebius” Giraud, fondando così la leggendaria casa editrice Les Humanoides Associés. Figlio anche del Sessantotto appena trascorso e dei fumetti underground che si erano affermati negli Stati Uniti, fu un esperimento con la carica trasgressiva degli anni ’70 e la capacità di permettere agli autori di esprimere sé stessi senza alcuna barriera se non l’aspirazione alla qualità assoluta.
In Italia la rivista arriva nel 1981 e ha lo stesso effetto dirompente negli appassionati di fumetti ma non solo. Improvvisamente si aprivano nuovi scenari al di là di quelli cui eravamo abituati popolati da Blek Macigno, Zagor, Tex, i paperi della Disney, Diabolik.
Una vera rivoluzione, fumetti per adulti ma ben lontani dai vari Lando, Lucifera, Isabella, il Tromba, Sukia, molto, molto lontani.
Lucca Comics all’epoca era biennale e Jean Pierre Dionnet ebbe modo di dire, visitandola nel 1982: “I giornali di fumetti non ti dicono tutto, ti fanno credere che il fumetto francese, il migliore al mondo, sostituisca tutti gli altri. Gli Americani sono morti, gli Inglesi sono sciocchi, gli Spagnoli rubano, e gli Italiani sono tutti veneziani. Siamo solo noi a restare in piedi e a fare cose belle, è meglio di un fumetto, è arte su carta. Peccato, sono appena tornato da Lucca, ci sono degli Italiani davvero astuti: Michelluzzi, Tamburini, Cadelo e Mattotti, per non parlare ovviamente di Liberatore e Morisi. Ci sono degli Spagnoli che adoro come Juan Gimenez, Bernet e Ceeseepe; ci sono degli Americani che ci valgono: come Frank Miller e David Sim, ci sono degli Inglesi ben disegnati: Bolton, Bolland e Mac Mahon. Ho visto un Danese: incredibilmente abile, un piccolo Giapponese europeizzato che fa Moebius, altrettanto bene del vero. Su, alzatevi, voi Francesi, mentre dormivate sugli allori, gli altri Paesi vi hanno raggiunti”.

L’occasione per rivivere quegli anni ci è stata data da Lucca Comics con due appuntamenti: la mostra “Jubilé Hurlant” a Palazzo Ducale con copie originali dei primi numeri della rivista, tavole originali di numerosi autori fra cui Hugo Pratt, Frank Margerin, Juan Giménez, Jodorowsky, Corben e altri. Poi un incontro all’auditorium del Suffragio dove, per celebrare il cinquantesimo anniversario della nascita degli Humanoids Associés, erano presenti: Luca Raffaelli (giornalista, sceneggiatore) in qualità di moderatore, Simon Bisley (fumettista britannico), Cecilia Capuana (fumettista italiana che ha fatto parte di Metal Hurlant fin dalla sua nascita), Tanino Liberatore (fumettista italiano definito da Frank Zappa il Michelangelo dei fumetti) e naturalmente proprio Jean-Pierre Dionnet.

A dire il vero l’incontro, se pur pervaso da un profondo senso di simpatia verso i relatori da parte del pubblico, non è filato liscio. La causa principale è stata la mancanza di un interprete in più che potesse facilitare i vari interventi sia in francese che in inglese non solo per il pubblico ma anche per gli stessi relatori. Questo ha gravato non poco sulla durata degli interventi stessi che dovevano poi essere tradotti per tutti.
E’ emersa comunque l’estrema libertà data dalla rivista agli autori in quegli anni, anche se spesso le storie raccontate trovavano un “attenzione particolare” da parte della censura e delle forze dell’ordine, come nel caso di storie sul femminismo scritte da autrici donne. Si è parlato anche di come per alcuni autori l’uso di droghe pesanti e di cocaina, piuttosto comune in quegli anni, se da una parte favoriva la creatività e la visionarietà, dall’altra ne comprometteva in maniera irreversibile la salute fino a portare alcuni di loro alla morte.
La pubblicazione della rivista ha avuto negli anni stop e riprese, è tornata definitivamente in edicola nel 2021.









