PRATO – Nel corso dell’evento, organizzato da Estra insieme a QN Economia, tenutosi oggi a Prato dal titolo: “Quando la correttezza commerciale diventa una scelta di trasparenza, tutela e fiducia nel mercato dei servizi essenziali”, sono stati presentati da Livio Gigliuto, Presidente Istituto Piepoli, i risultati della ricerca commissionata da Estra all’Istituto Piepoli per indagare il sentiment dei cittadini a livello nazionale sul tema della correttezza commerciale.
Dopo i saluti istituzionali affidati alla Sindaca di Prato Ilaria Bugetti e l’introduzione di Nicola Ciolini, Amministratore Delegato di Estra, si sono confrontati Francesco Macrì, Presidente di Estra, Silvia Bartolini, Presidente Regionale Codacons Toscana, Ginevra Cerrina Feroni, Vicepresidente del Garante per la protezione dei dati personali, e Federico Luiso, Assistente del Presidente di ARERA.
Una giornata di riflessione e dibattito sulla rilevanza della correttezza commerciale nell’offerta di servizi essenziali, con un focus particolare su energia, telecomunicazioni e altri servizi chiave per le utenze domestiche.
In un contesto in cui la fiducia dei consumatori è al centro delle dinamiche di mercato, il rispetto delle regole non è solo un obbligo normativo, ma rappresenta una vera e propria scelta strategica, volta a rafforzare il rapporto con l’utenza e a favorire un mercato più equo e competitivo.
Le evidenze della ricerca dell’Istituto Piepoli hanno mostrato che un italiano su tre (34%), all’interno del campione di riferimento, ha subito almeno una volta pratiche ingannevoli, con omissioni di informazioni chiare.
Pratiche che nella maggioranza dei casi si configurano anche come inefficaci, oltre che dannose per i consumatori. Infatti, la ricerca evidenzia come solamenteil 14% dei rispondenti abbia dichiarato di aver cambiato fornitore a seguito di una telefonata di vendita e quasi la totalità (92%) ha un’opinione negativa rispetto alle vendite telefoniche.
Un quadro che si configura all’interno di uno scenario di assoluta consapevolezza da parte dei consumatori: il report sottolinea come quasi la totalità degli italiani intervistati (85%) ha dichiarato di aver ricevuto almeno una telefonata di vendita e due intervistati su tre (63%) dichiarano di non volerne ricevere o di sentirsi sotto pressione quando sottoposti a tale pratica commerciale.
Da molto Estra non utilizza più il teleselling privilegiando altri canali di vendita quali il contatto presso gli uffici al pubblico, l’online, il porta a porta su appuntamento.
In linea con quanto raccontano i risultati descritti sopra anche il pensiero sulla possibilità che i servizi di teleselling vengano aboliti. In questo senso, infatti, in maniera omogenea rispetto a genere ed età, il 68% dei rispondenti al sondaggio ha dichiarato di essere “molto d’accordo” o “abbastanza d’accordo” per il divieto di sottoscrizione di contratti commerciali per via telefonica.
La ricerca ha avuto anche l’obiettivo di indagare i bisogni degli utenti e, in questo senso, i risultati hanno messo in luce che la trasparenza relativa ai costi risulta essere il fattore principale (53%) che i clienti si aspettano all’interno di un’offerta da parte di un gestore di servizi essenziali. Seguono l’esaustività nella spiegazione delle offerte (43%) e l’accessibilità ai contratti e alle relative condizioni (30%).
La presenza fisica sul territorio risulta ancora un fattore determinante, con il 68% dei partecipanti che reputa importante la presenza di sportelli territoriali per l’assistenza commerciale e il 58% che indica lo sportello al pubblico come il canale di vendita privilegiato.
Inoltre, la maggioranza degli intervistati (il 68%) giudicherebbe positivamente l’abolizione della possibilità di effettuare contratti commerciali per telefono.
La tavola rotonda ha offerto l’opportunità di ascoltare esperti di rilievo, che hanno condiviso conoscenze e best practices, affrontando i temi della trasparenza e della correttezza come valori fondamentali per migliorare la qualità dei servizi e garantire la tutela dei consumatori.



