mercoledì, Settembre 9, 2026

Tra poesia e paesaggio: la pittura degli Impressionisti al Museo degli Innocenti

di Susanna Daniele

FIRENZE – Nella cornice rinascimentale dell’Ospedale degli Innocenti di Firenze si è da poco aperta una mostra che attirerà un pubblico vario grazie alla scelta del curatore: Impressionisti in Normandia.

Il movimento pittorico, di cui quest’anno si celebrano i centocinquant’anni dalla prima mostra organizzata nella galleria del fotografo Nadar a Parigi da trentun artisti precedentemente rifiutati dal mondo dell’accademia.

Un’immagine degli spazi espositivi della mostra “Impressionisti in Normandia” al Museo degli Innocenti di Firenze

“Un misto di illusioni ottiche e di pensieri poetici” esordisce il curatore della mostra Alain Tapié nella sua introduzione alla mostra “Impressionisti in Normandia”. Il nome della corrente pittorica, Impressionismo, che aveva all’inizio un significato dispregiativo, si deve a un giornalista, Louis Leroy, che pubblicò un articolo ferocemente critico. Eppure ancor oggi non c’è movimento pittorico così conosciuto e apprezzato da ogni tipo di pubblico.

La mostra di Firenze indaga sul rapporto fra la regione della Normandia e la pittura. Regione non lontana da Parigi, è stata meta e luogo d’incontro fra artisti fino a metà del 900 per la sua natura selvaggia, per gli scorci spettacolari, per le mete di un turismo agli albori.

Il mare, il vento, la natura, le spiagge, i fiumi, le rocce, i pescatori furono un’inesauribile fonte di ispirazione.

La mostra espone settanta opere; alcune di artisti celeberrimi come Monet, Corot, Courbet, Renoir, Delacroix accanto ad altri meno noti. Unica pittrice dell’Impressionismo, Berthe Morisot presente con il dipinto di una spiaggia in cui ritrae la sorella e la nipote. A lei sono dedicate in questi mesi due mostre monografiche, a Genova e a Torino.

La mostra si articola in cinque sezioni. La prima è dedicata alla fattoria Saint-Simeon e i dipinti ritraggono scene di vita paesana, altre colgono il naturalismo del paesaggio.

La seconda sezione è dedicata al mare come svago e villeggiatura rappresentate dalle scogliere di Fécamp e Etretat di Monet, la spiaggia di Trouville di Courbet, le falesie di Dieppe di Delacroix. Il dipinto che mi ha più colpito è il piccolo “Tramonto, veduta di Guernesey” di Renoir; un tripudio di rosa che sfuma nel bianco e nell’azzurro, senza alcuna concessione al figurativo.

La terza sezione è dedicata al lavoro in riva al mare, la quarta alla terra normanna e l’ultima alla Senna e ai suoi innumerevoli scorci campestri pieni di fiori. E’ presente un dipinto delle Ninfee rosa di Monet che fa parte della serie della prima serie di otto ninfee che l’artista dipinse.

La mostra è corredata da pannelli che illustrano la storia e le modalità pittoriche del movimento che dettero inizio a una rivoluzione del modo di dipingere, a partire dagli studi sulla rifrazione della luce, sui colori, sulla produzione delle tinte in tubetto, sulla tecnica all’aria aperta. Molto ben curati anche i percorsi didattici.

Il curatore della mostra, Alain Tapié, nell’introduzione ha ricordato come nell’Impressionismo è composto da tanti movimenti che a loro volta hanno origine nella grande stagione del Cinquecento veneziano prima e negli acquarellisti inglesi del Settecento dopo.

La mostra, organizzata da Arthemisia, rimarrà aperta fino al 4 maggio 2025.

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