di Simone Tofani
FIRENZE – Doppio sold out al Viper Theatre di Firenze, il locale fiorentino che ha accolto Michela Giraud con il suo nuovo spettacolo intitolato “Mi hanno gettata in mezzo ai lupi e non ne sono uscita capobranco” nelle serate del 24 e 25 Novembre.

Conosciuta dal popolo del web e non solo per il suo stile ironico e la sua grande capacità di affrontare temi complessi con leggerezza, l’artista romana ha portato in scena nelle due serate una performance che ha saputo mescolare il suo travolgente carisma, ad un umorismo tagliente arricchito da schiette riflessioni personali, conquistando fin da subito il gran pubblico presente.
Andiamo per ordine: tocca ad Andrea Paone scaldare il pubblico. Il comico di origine romane cresciuto a Venturina Terme, reduce dalla tappa ad Amburgo del suo spettacolo “Globetrotter”, ci porta nelle storie di paese, dove con le sue tragicomiche disavventure, da il via allo spettacolo tra lettere d’amore non proprio corrisposte, palchi di paese più devoti al ballo liscio che alla comicità e cartelloni elettorali a doppio significato. Un assaggio della sua comicità che fa ben presagire il continuo della serata.

Uno scrosciante applauso accompagna Michela Giraud fin dai primi passi sul palco e lei inizia subito a tastare il pubblico della serata con la sua comicità diretta tinta di quel pizzico di malizia.
Ci troviamo catapultati in pochi secondi dentro la descrizione del suo camerino al Viper tra locandine dei concerti “coloritamente” arricchite e goliardiche scritte sui muri. Senza accorgercene viriamo su argomenti di tutt’altra natura, passando dal ricordare la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e alla descrizione del moderno patriarcato.
Giraud dimostra già dai primi minuti, come un umorismo intelligente e studiato nei cambi di ritmi, possa essere uno strumento potente per sensibilizzare e far riflettere; questa dote l’artista romana se la porta dietro fin dai suoi esordi mediatici.
Entriamo ancora di più nel vivo dello spettacolo, dove Michela ci accompagna in pezzi della sua recente quotidianità, dove suo malgrado si trova davanti al dover riprendere in mano la sua vita dopo le delusioni in amore, passando da tra aneddoti e riflessioni su quello che può capitare a tutti noi quando ci troviamo a dover affrontare l’essere costretti a ripartire da zero dal giorno alla notte.

Il pubblico viene trasportato in una sequenza di vicissitudini dove tra un portiere di notte patito per i musical e le mutande da uomo con scritto uomo, giusto per ricordarselo, si trova molto spesso in debito di ossigeno a causa delle risate.
Le immancabili interazioni tra l’artista e le persone sedute in sala, arricchiscono ancora di più lo svolgimento dello spettacolo, coinvolgendo i presenti di volta in volta in una risata condivisa. La sua capacità di tessere le trame dello spettacolo tra battute pungenti, ma mai banali, con momenti di riflessione profonda e la chiave per trasformare situazioni ed disavventure comuni in momenti di comicità irresistibile.

Il pubblico ormai senza fiato per le risate interminabili su caroselli di vacanze mentre si è soli a casa e amici che per aiutarti dopo delusioni amorose fanno figli, non poteva che ringraziare Michela con un lunghissimo applauso, per sottolineare ancora una volta, se fosse necessario, la capacità dell’artista di toccare il cuore delle persone con la sua sincerità ed il suo talento.
“Mi hanno gettata in mezzo ai lupi e non ne sono uscita capobranco” è stato molto più di uno spettacolo comico; è la dimostrazione di come la comicità faccia bene e riesca a farci soffermare su alcuni argomenti che molte volte diamo per scontati ed il pubblico di Firenze non dimenticherà presto questo doppio spettacolo, fatto di risate, riflessioni e un profondo senso di connessione con l’artista stessa.










