venerdì, Settembre 11, 2026

Alta Valle del Reno, un patrimonio immenso che aspetta solo idee e progetti

di Manuel Zisi*

PORRETTA – Come ha sottolineato Giacomo Martini in un articolo su questo giornale, l’intero comparto tosco-emiliano e la montagna vivono una crisi di carattere economico, sociale e culturale. Considerando poi il crollo dell’affluenza alle regionali 2024, con una media in Emilia Romagna del 46%, si può aggiungere anche la crisi politica. Di fatto l’astensionismo è il vero vincitore.

La mappa dei tracciati per la Mountain Bike al Corno alle Scale

Ma non mi piace parlare di politica, quindi ti analizzo quali sono i veri problemi a parere mio. Ho vissuto fuori da quello che è il mio paese natale per diverso tempo, addirittura fuori dall’Italia per quasi 7 anni. Non ho potuto assistere a tutte le fasi di questo lento, ma purtroppo costante declino. Non mi permetto oltretutto di addossare colpe o essere presuntuoso additando qualcuno o qualcosa come possibile causa di ciò.

Credo che queste siano caratteristiche che appartengano ad altri e non a chi fa impresa e crede nel proprio territorio. Perché io credo nel mio territorio, non sarei tornato per investire somme anche abbastanza ingenti se cosi non fosse.

Partiamo da Porretta e analizziamo che cos’è questo paese.

A questa domanda tanti potrebbero rispondere “le Terme”! D’altronde si chiama Porretta Terme. A parer mio l’errore più grande è proprio questo. Sperare che qualcuno risollevi cosi, con uno schiocco di dita, quelle che sono ormai strutture fatiscenti sia a livello estetico che di offerta e servizi è un’utopia. Anche se un serio investitore potesse essere interessato e disposto a stanziare fior di milioni, ci vorrebbero anni per rimetterle in moto. E non credo che ci troviamo nella situazione di poter essere ancora spettatori sperando che qualcuno faccia accadere qualcosa.

Il termalismo e le Terme, che fino a circa gli anni 60 rappresentavano in Italia un punto di riferimento medicale, salutistico e anche politico ed economico, non ha saputo adeguarsi al cambiamento di un modello di pensiero e soprattutto turistico, rimandando appeso al filo dell’assistenzialismo da parte dello stato, senza però reinventarsi, andando a captare le esigenze di una clientela che maturava e usciva da una mentalità locale.

Con la totale crisi e conseguenti tagli alla spesa assistenziale da parte dello Stato, tantissime Terme d’Italia, e tra queste sicuramente Porretta, hanno iniziato il loro declino. E il declino è dovuto anche e soprattutto al non saper reagire a questo cambiamento, stando al passo ma soprattutto anticipando i tempi.

Il turismo termale doveva essersi adeguato al nuovo cliente di inizio millennio che cercava benessere e non cura, certo mantenendo in parallelo entrambe le soluzioni, ma andando a spostare l’attenzione verso questo nuovo settore. L’adeguamento doveva essere anche della parte curativa, sfruttando l’enorme potenziale delle acque a disposizione, con interventi mirati al miglioramento delle strutture, delle tecnologie, ma soprattutto all’aggiornamento professionale. Perché di questo si tratta: il servizio. E il servizio lo fanno le persone. La competenza e la professionalità, unite alla conoscenza della materia che si maneggia e alle strutture adeguate sono un tesoro inestimabile, che proiettano qualsiasi business verso il futuro.

Viene poi il discorso dell’identità e della visione aziendale.

Chi vuoi essere, perché, quali sono i tuoi clienti, cosa vendi e in che modo. Tutto ciò è molto confuso, si veda i disperati tentativi, che andranno falliti, di andare a rattoppare buchi qua e la, come al Corno alle Scale o a Valverde.

Purtroppo ciò vuole dire non avere una visione d’insieme aziendale e un piano strategico.

Chiudo il capitolo Terme (delle quali dovremmo necessariamente fare a meno per il prossimo decennio almeno) e mi collego ai commenti dei sindaci Nanni e Franchi.

Ci tengo a fare la premessa che le mie opinioni sono puramente personali, che non conosco il sindaco Franchi e che ho tantissimo rispetto per il sindaco Nanni, quindi il mio pensiero n0on vuole essere un attacco a nessuno, ma solo considerazioni da imprenditore.

Credo che, seguendo le dichiarazioni del sindaco Nanni, le zone appenniniche e Porretta, vivano uno dei loro momenti più bui da molti anni. Verissimo. Come mai? Quali sono le cause scatenanti questa crisi? Vediamo di analizzarle.

Crisi dell’industria locale. Caffitaly ha avuto un declino verticale negli ultimi due anni, la DEMM da tempo è in cassa integrazione, anche la Metalcastello da anni usufruisce di ammortizzatori sociali.

La viabilità e le infrastrutture, sono ormai obsolete sia a livello stradale che ferroviario. E questo penalizza oltre che il turismo, anche i servizi e l’industria. Ma credo che non possa essere una scusa, perché altrettante aziende sono in ottima salute e in sviluppo, vedi Piquadro.

Il dissesto idrogeologico. C’è, un dato tangibile ed evidente. Ma è un fenomeno continentale, se non addirittura globale. Spagna, Emilia Romagna, Sicilia, Calabria, Toscana, Liguria, Veneto, Piemonte. Non si può certo racchiudere tutto dietro alla “mancata manutenzione”, ma piuttosto dietro una mancata progettazione, visione e previsione.

Cioè, e riprendo un articolo di un mio carissimo amico geologo, i territori sono progettati tutt’ora secondo schemi che non sono più attuali e che non sono assolutamente in grado di gestire eventi di tale portata.

Gli eventi catastrofici e violentissimi degli ultimi tempi sono purtroppo un dato di fatto, avvallato da rilevazioni scientifiche, con dati statistici ben chiari e definiti. Questo è il futuro e se non ci adeguiamo ne vedremo delle belle. Essendo il problema a livello molto più ampio che comunale, non so quanto margine di autonomia e manovra ci possa essere.

La gestione delle risorse della vallata. L’impressione è quella che l’Alta Valle del Reno gestisca le proprie incredibili risorse naturali e culturali a compartimenti stagni. Non vi sono quindi comunicazioni e servizi binari tra un “silos” e l’altro, cioè tra un Comune e l’altro.

Vi faccio qualche esempio. Cosa può offrire il nostro territorio in senso lato? Elenchiamo e analizziamo.

Comprensorio del Parco naturale del Corno alle Scale

Laghi di Suviana e Brasimone

Rocchetta Mattei

Le grotte di Labante

Santuario della Madonna del Ponte (patrona del basket nazionale!!!)

Percorsi delle sorgenti termali

Castello di Granaglione

Castelluccio con il Castello Manservisi e il Museo Laborantes

Il Sasso di Rocca (unico faro montano in Italia)

L’antica città etrusca di Misa

Parco regionale di Monte Sole

Tutte queste risorse sopra elencate, dovrebbero fare parte di un insieme di intenti e di iniziative, tutte volte alla riqualifica del turismo in Alta Valle del Reno.

Mi soffermo solo un attimo sul Corno alle Scale, e pongo una domanda.

Perché non si riqualificano gli impianti di risalita e si adeguano al turismo estivo? Il futuro ci costringe a ripensare al Corno alle Scale come stazione estiva, oltretutto meravigliosa. La stagione è più lunga, le precipitazioni nevose sono sempre più scarse, le temperature più alte (quindi sparare serve a poco). Perché non pensare a un turismo estivo e incentivarlo? Creiamo attrazioni estive, creiamo servizi per le famiglie, creiamo luoghi di interesse e incentiviamo il turismo estivo del Corno alle Scale. Credo sia la strada più semplice.

Stesso discorso per i laghi di Suviana e Brasimone (meno turistico sicuramente).

Ma torniamo a Porretta Terme e al Comune di Alto Reno Terme.

Concordo appieno con il sindaco Nanni che tutte le problematiche esposte sopra siano, se posso usare il termine, “sovracomunali”. Cioè di competenza di Città Metropolitana, Regione e Stato. Ma offro uno spunto di riflessione a riguardo: non si può proprio fare nulla a livello locale? Credo che Porretta si debba inserire nel segmento “Borghi” e quindi un pensiero sorge spontaneo. Pensiamo un attimo a Porretta come un azienda che offre prodotti e servizi. Chi sono i nostri clienti e qual è il nostro mercato di riferimento? Come posso raggiungerli? Come convinco i miei clienti ad acquistare i nostri servizi (in questo caso essere avventori soddisfatti)? Come si muovono i miei potenziali clienti? In che modo percepiscono quello che cerchiamo di vendere, cioè il nostro territorio? Come possiamo renderci più visibili? In cosa sono unico? Come possiamo farli tornare? Quanto devo investire nel marketing?

Se si legge il Piano strategico del turismo 2023 / 2027, predisposto dal Mintur, si noteranno statistiche interessanti.

Per i nomadi digitali, il 93% preferisce piccoli borghi a grandi città.

Per chi fa viaggi di lusso all’estero, l’Italia rurale è al primo posto davanti alla Francia. Da qui un altra considerazione fondamentale, conoscendo abbastanza bene il settore del turismo: il turista straniero ha la concezione della distanza totalmente ribaltata rispetto a un local italiano. Cioè, una famiglia USA ad esempio, soggiornerebbe molto volentieri a Porretta per poter visitare Bologna

e Firenze, distanti poco più di un ora. Questa cosa è un punto cardine di sviluppo turistico, a parere mio.

Gli amanti dello slow tourism prediligono i borghi, e questa categoria è in aumento costante.

Il turismo della natura, raccoglie un pubblico eterogeneo che si muove a piedi per conoscere i borghi e il territorio, traendo da esso benessere psico fisico.

Il turista enogastronomico, cerca costantemente prodotti e posti tipici e a km zero.

L’associazione “I borghi più belli d’Italia”, nata nel 2001, considera “borghi”, i comuni con meno di 15mila abitanti e 2mila nel centro storico; la presenza di almeno il 70% di edifici storici ante 1939. Infine la manifestazione, attraverso fatti concerti, a valorizzare, sviluppare e promuovere il proprio territorio.

Porretta non è un borgo a rischio di abbandono, le statistiche dicono altro. Piuttosto è un borgo con un potenziale attrattivo tale da poter diventare una reale destinazione turistica alternativa. Dobbiamo solo rispondere alle domande poste sopra: andare a intercettare il potenziale cliente, offrire a lui quello che cerca e investire nel comunicare all’esterno che cosa offriamo.

Da Bologna a Pistoia siamo il fulcro di: sentieri escursionistici, servizi al cittadino, ad esempio unico ospedale; abbiamo la stazione in pieno centro, abbiamo le acque termali (non le Terme), abbiamo svariate realtà enogastronomiche, abbiamo svariati produttori locali nell’Alto Reno, che offrono tantissimi prodotti a km zero.

È imperativo valorizzare tutto questo, intervenendo e migliorando tutto quello che è collegato al turismo potenziale della zona: sentieri, piste ciclabili e MTB, verde pubblico e decoro urbano, sicurezza del cittadino, rispetto delle normative comunali, incentivare le attività turistiche, ad esempio creare un’ordinanza che preveda l’uso di dehor esterni fissi; incentivare i mercati locali, con i produttori della zona, creare una zona pedonale in centro, regolamentare gli accessi a corrieri e frontisti, aumentare il personale di polizia municipale per coprire turni diurni e notturni e assistere le altre forze dell’ordine nel contenimento del fenomeno delle baby gang che purtroppo sta arrivando anche da noi.

Pensate solo se riuscissimo a canalizzare le acque termali e creare una fontana pubblica di acque calde? Non pensate che sarebbe fantastico?

Ovviamente io parlo da imprenditore che ha nella sua testa una visione per Porretta, e sono pronto a mettere le mie conoscenze e la mia dedizione a questa causa a disposizione di tutti, come d’altronde sto cercando di fare quale presidente dell’associazione Porretta Bulls.

La collaborazione con il sindaco Nanni e tutta l’amministrazione è stretta, genuina e volta verso un solito obiettivo, quello di migliorare il paese, come le installazioni natalizie e il fitto programma delle feste.

La svolta deve essere mettere nero su bianco la visione che si ha di questo magnifico paese, partire da un punto e farla diventare realtà.

Se si vuole, si può, lasciando stare politica o le ideologie che non servono a niente. L’unica che conta è il bene di Porretta e dell’Alta Valle del Reno.

*Imprenditore e presidente di una associazione

impegnata nel miglioramento culturale e turistico del territorio

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