PISTOIA – Nell’ambito della Stagione Concertistica al Manzoni di Pistoia, curata da Daniele Giorgi e promossa da Fondazione Teatri di Pistoia col sostegno di Fondazione Caript, sabato 14 dicembre (ore 20.30) i musicisti dell’Orchestra Leonore saranno i protagonisti assoluti del concerto dedicato alle quattro Suites per orchestra (BWV 1066/69) del grande Johann Sebastian Bach, che, insieme ai Concerti Brandeburghesi, costituiscono una delle vette della sua produzione nell’ambito della musica profana.
Leonore, orchestra di profilo internazionale fondata nel 2014 da Daniele Giorgi, costituisce il cuore di un ampio progetto nato e basato a Pistoia, volto alla creazione di un vero e proprio ecosistema musicale nel quale internazionalità e identità del territorio divengono elementi complementari per la costruzione di un futuro musicale sostenibile. I musicisti dell’Orchestra Leonore sono scelti tra le più importanti orchestre europee ed ensemble cameristici di eccellenza ma anche tra i migliori talenti emergenti.
Sotto la direzione musicale di Daniele Giorgi, Leonore si è affermata, in Italia e all’estero (ricordiamo il doppio, grande successo alla Elbphilharmonie di Amburgo, in aprile e ottobre 2024), per l’originalità delle interpretazioni, l’energia performativa e la grande duttilità stilistica con cui affronta ogni tipo di repertorio. Inoltre, con il progetto Floema, un unicum in Italia, riavviato nel 2024 col sostegno di Banca Alta Toscana, i musicisti di Leonore sono stati impegnati sull’intera provincia pistoiese in molteplici attività inclusive volte alla condivisione artistica, alla valorizzazione di realtà locali (musicali e non, con una particolare attenzione al sociale) e alla promozione di nuova musica, rendendo Pistoia modello di un possibile ‘Rinascimento musicale’, nell’intento di superare l’attuale modello di produzione e fruizione musicale abbattendo gli steccati invalicabili che separano amatori e professionisti, musicisti e pubblico e più in generale arte e società civile.
Al centro del concerto di sabato sono dunque le 4 Suites per orchestra di Bach: chiamate “Ouvertures” dal loro autore, titolo adoperato all’epoca per indicare composizioni costituite da una serie di pezzi di danza in stile barocco francese preceduti, appunto, da un’imponente ouverture, denotano la tipica curiosità bachiana per la sperimentazione di nuove forme all’interno di convenzioni consolidate dalla tradizione.
Il genere della suite strumentale si era diffuso rapidamente in Germania a partire dalla fine del XVII secolo, sulla scia della moda francesizzante che aveva contagiato la maggior parte delle corti tedesche del tempo: ogni corte, grande o piccola che fosse, voleva in qualche modo rispecchiarsi nel fastoso modello francese di Versailles. In ambito musicale il fenomeno comportò la progressiva assimilazione da parte dei compositori tedeschi dell’epoca non solo dei modi e delle forme della musica strumentale francese, ma anche dello spirito della danza e della galanterie che di quel modello erano considerate le manifestazioni più affascinanti e ‘alla moda’.
Le Suites orchestrali di Bach aderiscono perfettamente alla loro funzione e all’estetica del tempo; tuttavia il modello francese viene qui applicato con una libertà di rielaborazione, una fertilità inventiva e una consapevolezza tecnica tali da distinguere le quattro composizioni dal conformismo della sterminata produzione contemporanea, conferendo a ciascuna di esse un carattere unico.
L’Orchestra Leonore, diretta da Daniele Giorgi, sarà nuovamente al Teatro Manzoni il prossimo 6 febbraio, nell’ambito di una tournée che toccherà Mantova (il 4 febbraio) e Ravenna (il 5 febbraio): in programma, il Concerto n. 1 di Chopin per pianoforte e orchestra (pianista: Arsenii Moon) e la Sinfonia n. 1 di Schumann ‘Primavera’.










